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SCUOLA/ Toccafondi (sottosegretario): giovani, lavorate appena potete

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Che cosa intende? È un modo per dire che la situazione non è grave?

Le chiedevo solo un'opinione sulla consistenza della disoccupazione giovanile reale rispetto alla funzione cuscinetto svolta dalle famiglie italiane. Che è innegabile.
Direi che i numeri sono fin troppo chiari: la disoccupazione giovanile è al 43%, negli ultimi 9 anni si sono persi, tra i 14 e i 34enni, 2,3 milioni di posti di lavoro, abbiamo dati di abbandoni scolastici più alti della media europea ed i Neet sono più di 2 milioni. Questi dati e la realtà della nostra scuola, dei nostri ragazzi ci impongono un cambiamento di rotta. Per questa ragione siamo fortemente coinvolti nell'attuazione del Piano Garanzia Giovani e nel portare a sistema l'alternanza scuola-lavoro e l'apprendistato negli ultimi 2 anni della secondaria superiore. Riconosco il ruolo delle famiglie in questa congiuntura così sfavorevole, ma il mio impegno è di cambiare quei numeri lavorando alla radice del problema. Cambiando prima di tutto la scuola.

Perché i nostri giovani, a 18 e/o a 23-24 anni, si affacciano ad un mondo, quello del lavoro, che li spaventa?
Per una mancanza di fiducia rispetto alle loro possibilità. Più che spaventati penso siano pervasi da un senso di disorientamento e frustrazione. A volte, dopo anni di "studio matto e disperatissimo", si trovano a confrontarsi con richieste di competenze su cui non si sentono formati. Sentono, pertanto, uno scollamento tra quanto hanno appreso a scuola e quanto gli viene chiesto per lavorare. È un mondo che non conoscono e nel quale sono improvvisamente catapultati senza esperienza. Per questo ritengo importante l'alternanza scuola-lavoro come prassi educativa nelle scuole superiori e nelle università.

In questo può essere utile anche la Garanzia?
Potrebbe aiutare, perché per i ragazzi una volta finita la scuola dopo la maturità la prima persona a cui chiedere informazioni sul lavoro non sarebbe il centro per l'impiego, ma il professore che li ha seguiti in alternanza scuola-lavoro. Spesso seguire la realtà è meglio che immaginarla.

Il suo consiglio ai giovani che vogliono trovare lavoro. Aspettare? O accettare tutto?
Fare esperienze diverse è importante: accresce le competenze trasversali e fa acquisire quell'esperienza che può tornare utile nella ricerca del lavoro desiderato o per il quale si è studiato. Io ho capito bene il senso della sua domanda di prima. Non credo che i ragazzi italiani siano "bamboccioni" o "choosy": ne ho incontrati tanti e il loro desiderio di mettersi in gioco è forte ma l'offerta troppo spesso insufficiente, o le loro competenze non all'altezza. Superare questo secondo aspetto, ripeto, spetta alla scuola.

Andare all'estero, invece?
Anche su questo sempre Garanzia Giovani potrebbe aiutare perché i costi sono alti. Più in generale, comunque, il mio consiglio è di fare esperienze lavorative a prescindere dal periodo scolastico. Serve, fa maturare ed è utile per quando poi si cerca lavoro. Io ho sempre fatto così e posso dire che mi è servito.

Secondo lei la flessibilità è precariato?
Non credo in questa analogia. Se avessi un'impresa e avessi un ragazzo in ditta con un contratto flessibile e poco dopo vedessi che è bravo, che si impegna, che ci mette l'anima lo assumerei a tempo indeterminato appena se ne presentasse l'occasione. Se poi quel ragazzo con un contratto a tempo indeterminato dimostrasse ancora capacità, gli darei responsabilità nuove e un contratto diverso magari da dirigente…Insomma molto dipende dalla scuola e lo sappiamo, ma molto dipende dai ragazzi e lo sanno.

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
15/07/2014 - Ascoltare la scuola reale (ROBERTO PELLEGATTA)

E' un peccato leggere valutazioni su cose così importanti per la scuola senza notare un ascolto delle esigenze e delle proposte che giungono al ministero dalle scuole e dai presidi. Si eviterebbero problemi ed errori che poi introducono nelle scuole stesse più difficoltà di quante (negli intenti) invece vorrebbero risolvere.

 
14/07/2014 - Lavorate appena potete .. lo ha già detto un altro (Manfredi Limentani)

Roma, Piazza San Pietro - 7 giugno 2014 Papa Francesco agli sportivi. "Io trovo tre strade, per i giovani, per i ragazzi, per i bambini. La strada dell’educazione, la strada dello sport e la strada del lavoro, cioè che ci siano posti di lavoro all’inizio della vita giovanile! Se ci sono queste tre strade, io vi assicuro che non ci saranno le dipendenze: niente droga, niente alcol. Perché? Perché la scuola ti porta avanti, lo sport ti porta avanti e il lavoro ti porta avanti. Non dimenticate questo. A voi, sportivi, a voi, dirigenti, e anche a voi, uomini e donne della politica: educazione, sport e posti di lavoro!" E' proprio una bella "assicurazione" da non dimenticare e da perseguire con tutte le energie disponibili.