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SCUOLA/ Tfa, le molte strade che non portano a "Roma"

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I nuovi elenchi, che coinvolgono circa mezzo milione di insegnanti, prevedono punteggi differenziati a seconda del titolo abilitativo conseguito: come ha spiegato il ministero di Viale Trastevere, al fine di «valorizzare i diversi percorsi abilitanti, sia rispetto alla loro durata che alla selettività nell'accesso» sono attribuiti specifici punteggi ai docenti. Per esempio, gli abilitati all'insegnamento nella scuola secondaria attraverso i Tfa avranno 12 punti sulla base della durata del percorso e 30 sulla base della selettività dell'accesso ai corsi. Un'altra novità riguarda l'aggiornamento delle graduatorie, che di norma avviene ogni tre anni, ora verrà effettuato due volte all'anno (a giugno e a dicembre) per consentire, a coloro che nel frattempo conseguiranno l'abilitazione tramite Tfa o Pas, l'inserimento in seconda fascia (quella riservata proprio a chi è abilitato).

Tfa "ordinario", Tfa "transitorio", Tfa "speciale"/Pas, corsi per la specializzazione al sostegno, graduatorie: la varietà delle soluzioni e degli strumenti adottati negli ultimi anni (e stiamo parlando solo dell'abilitazione all'insegnamento) fa ben comprendere l'estrema complessità e delicatezza della materia in questione.

Se si passa poi a guardare al sistema di reclutamento, tutto è ancora fermo al cosiddetto "concorsone" indetto dal ministro Profumo nel 2012, finalizzato al reclutamento del personale docente nelle scuole dell'infanzia, primaria, secondaria di I e II grado. Alla chiusura delle iscrizioni, il 7 novembre 2012, ben 321.210 candidati risultavano aver compilato la domanda di ammissione. Il numero di posti messi a concorso è stato in totale di 11.542, di cui 7.351 con presa in servizio nell'a.s. 2013-14 e 4.191 nell'a.s. 2014-15. Anche in questo caso non sono mancate errori procedurali, disfunzioni, ricorsi, rinvii…

Emerge quindi un quadro all'interno del quale è difficile districarsi, segnato da incertezze ed eccessivi formalismi, dove le procedure burocratiche e il conseguente contenzioso giuridico-amministrativo sembrano non diminuire mai. Un rapporto, quello tra normativa, tribunali amministrativi e scuola, destinato a suscitare ulteriori interrogativi e problematiche, come quella derivante da una recente sentenza del Tar del Lazio (n. 3838/2014) che ha annullato la bocciatura di uno studente di un liceo classico romano che aveva riportato gravi insufficienze nelle materie scientifiche (matematica e fisica), considerate dai giudici amministrativi come "meno gravi" trattandosi di un liceo classico e tali da non giustificare una bocciatura…



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COMMENTI
18/07/2014 - Pezo el tacon del buso... (Franco Labella)

Posto che non è il tema principale dell'articolo ma visto che Magni insiste (e leggo dalle note biografiche che ha conseguito una laurea in Giurisprudenza...) mi limito ad osservare che: - il brano saliente riportato da Magni chiarisce, senza ombra di dubbio e partendo dall'italiano prima che dal giuridichese, che la bocciatura non è stata annullata perché le insufficienze nelle materie scientifiche "contano" meno ma perché il consiglio non aveva effettuato la necessaria valutazione in ordine ad una ipotetica capacità di recupero. L'avesse fatta ed avesse operato come collegio perfetto il giudice amministrativo non avrebbe trovato motivi di gravame accoglibili; - fino a prova contraria la attività di valutazione del consiglio di classe è regolata da norme la cui violazione (come in questo caso) dà il potere (ed il dovere) ai giudici amministrativi di intervenire. Con tutto il rispetto per Magni e Belardelli (perché non è che scrivere di scuola sul Corsera è garanzia assoluta della giustezza delle tesi, non vorrei ricordare uno scivolone topico di qualche anno fa di Galli della Loggia, sempre sul Corsera, che era convinto (e lo scrisse costruendoci una paginata) che esiste in Italia la valutazione in pagella per Cittadinanza e Costituzione) ma per opinare sullo "strapotere" dei giudici bisogna essere coerenti con la ricostruzione dell'evento che si usa come pretesto. Non mi pare che in questo caso la scelta sia stata particolarmente felice… per Magni e per Belardelli

 
16/07/2014 - Smettiamola con le citazioni errate... II parte (Franco Labella)

Purtroppo non funziona il copia/incolla… Sono costretto, perciò, a rinunciare alla selezione. Comunque la sentenza è qui e lo stralcio che avrei pubblicato è a pagina 4 del pdf. Buona lettura e , soprattutto, buone citazioni prossime :-)))) http://www.dirittoscolastico.it/wordpress/wp-content/uploads/Tar-Lazio-sentenza-3838-2014.pdf

RISPOSTA:

Ringrazio il commento di Franco Labella che mi consente di chiarire meglio il riferimento finale alla sentenza del TAR Lazio (cfr editoriale di G. Belardelli, Gli abusivi della cattedra, Corriere della Sera 30/06/2014). Non è questa la sede per un’attenta disamina della sentenza, basti però riportare quanto affermato nella stessa: il consiglio di classe non ha «in alcun modo operato la dovuta valutazione complessiva del grado di preparazione conseguita dallo studente né sulla capacità di recupero. Detta verifica sarebbe stata necessaria, tenuto conto dei voti conseguiti dallo studente (ben oltre la sufficienza nella materia di italiano) e che le più gravi insufficienze riportate (matematica e fisica) attenevano comunque a materie scientifiche, a fronte dell'indirizzo classico seguito dallo studente». Da vedere poi se interventi di questo tipo rientrino in un corretto assetto dell'ordinamento giuridico oppure si stia scivolando verso una china pericolosa (più burocrazia e più contenzioso). FM

 
16/07/2014 - Smettiamola con le citazioni errate... I parte (Franco Labella)

Ogni tanto mi capita di leggere sui giornali semplificazioni tanto sommarie quanto erronee di decisioni della Magistratura. L'incultura giuridica è, ahimè, tanto diffusa che qualche sera fa, in una trasmissione seguitissima di un importante canale nazionale, mi è capitato di sentire il conduttore, che evidentemente si era preparato poco e male, che citava un inedito "referendum conservativo". Ovviamente era il referendum costituzionale o confermativo. Cito questo perchè trovo meno comprensibile che in una sezione dedicata all'educazione ed alla scuola si riferisca una vulgata (quella relativa a questa famosa sentenza del TAR che non ha letto, evidentemente, nessuno) assolutamente fantasiosa e che serve, però, ad accreditare un'altra vulgata, quella della Magistratura occhiuta e che invade spazi non propri. Ora siccome questa sentenza non è tecnicamente ostica ne cito lo stralcio saliente in maniera tale che si capisca (si spera) che non c'è stata nessuna invasione di campo e nessuna smentita del principio di insindacabilità del giudizio espresso. Semmai la pecca rilevata dal giudice amministrativo è esattamente quella di un consiglio che ha abdicato dalla sua funzione di valutazione. Un consiglio svoltosi, peraltro, con la violazione del principio del collegio perfetto che dovrebbe conoscere anche un supplente al primo giorno di lavoro. Meno che mai i giudici hanno operato una "promozione" basata sul fatto che le insufficienze non contano.