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SCUOLA/ Tfa, le molte strade che non portano a "Roma"

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Si stanno svolgendo (fino al 31 luglio) le prove preselettive (60 domande a risposta multipla, 120 minuti a disposizione) per l'accesso ai corsi del secondo ciclo del Tirocinio formativo attivo (Tfa).

Sono 146.742 gli aspiranti docenti impegnati nei test (con un'età media di 33,6 anni, inferiore rispetto alla precedente tornata dove era di 35,4 anni) che si contenderanno 22.478 posti per l'iscrizione ai corsi validi per conseguire l'abilitazione all'insegnamento, suddivisi nelle diverse classi di concorso, a cui si aggiungono 6.602 posti per la specializzazione sul sostegno, riservati a docenti già abilitati.

Ma quali sono state le tappe che hanno portato nel corso degli anni a questo punto?

Per limitarci agli ultimi anni, si può dire che in principio furono le Ssis (scuole di specializzazione per l'insegnamento secondario) attivate nell'anno accademico 1999-2000 (I ciclo) e chiuse definitivamente nell'anno accademico 2008-2009 (IX ciclo).

Quindi il Miur, dopo un percorso di elaborazione assai lungo e articolato, ha emanato il Regolamento relativo alla formazione iniziale degli insegnanti (D.M. 10 settembre 2010, n. 249), che costituisce ad oggi il principale punto di riferimento normativo per conseguire l'abilitazione all'insegnamento.

In particolare il Miur ha delineato due tipologie di percorsi formativi:

A - per l'insegnamento nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria un corso di laurea magistrale quinquennale, a ciclo unico in deroga a quanto previsto dall'art. 8, comma 2, del D.M. del 22 ottobre 2004 n. 270 del Miur, comprensivo di un periodo di tirocinio da avviare a partire dal secondo anno di corso;

B - per l'insegnamento nella scuola secondaria di primo e secondo grado, un corso di laurea magistrale biennale ed un successivo anno di Tfa.

In attesa dell'entrata in vigore dei nuovi corsi di laurea magistrale biennale e del conseguente Tfa "ordinario", nel corso dell'anno scolastico 2012-2013 si è concluso il primo ciclo del Tfa cosiddetto "transitorio", che ha visto la partecipazione di ben 115.553 aspiranti prof (ma gli iscritti al test preselettivo furono addirittura 176.495) per circa 20.000 posti abilitanti.

Allo stesso modo nell'anno scolastico appena trascorso (2013-2014) si sono svolti i corsi di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità e i cosiddetti Pas (Percorsi abilitanti speciali o Tfa "speciale"), anch'essi finalizzati a conseguire l'abilitazione all'insegnamento ma rivolti ai docenti della scuola con contratto a tempo determinato che hanno prestato servizio per almeno tre anni nelle istituzioni scolastiche statali e paritarie, compresi tra l'a.s. 1999-2000 e il 2012-2013 (68.892 aspiranti di cui circa 23.000 per conseguire l'abilitazione nella scuola dell'infanzia e primaria e circa 45.000 per la scuola secondaria).

Inoltre bisogna ricordare che il ministro Giannini ha recentemente firmato un decreto (D. M. 353 del 22 maggio 2014) per l'aggiornamento delle graduatorie di istituto, utilizzate da oltre 8.000 scuole per l'assegnazione delle supplenze.



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COMMENTI
18/07/2014 - Pezo el tacon del buso... (Franco Labella)

Posto che non è il tema principale dell'articolo ma visto che Magni insiste (e leggo dalle note biografiche che ha conseguito una laurea in Giurisprudenza...) mi limito ad osservare che: - il brano saliente riportato da Magni chiarisce, senza ombra di dubbio e partendo dall'italiano prima che dal giuridichese, che la bocciatura non è stata annullata perché le insufficienze nelle materie scientifiche "contano" meno ma perché il consiglio non aveva effettuato la necessaria valutazione in ordine ad una ipotetica capacità di recupero. L'avesse fatta ed avesse operato come collegio perfetto il giudice amministrativo non avrebbe trovato motivi di gravame accoglibili; - fino a prova contraria la attività di valutazione del consiglio di classe è regolata da norme la cui violazione (come in questo caso) dà il potere (ed il dovere) ai giudici amministrativi di intervenire. Con tutto il rispetto per Magni e Belardelli (perché non è che scrivere di scuola sul Corsera è garanzia assoluta della giustezza delle tesi, non vorrei ricordare uno scivolone topico di qualche anno fa di Galli della Loggia, sempre sul Corsera, che era convinto (e lo scrisse costruendoci una paginata) che esiste in Italia la valutazione in pagella per Cittadinanza e Costituzione) ma per opinare sullo "strapotere" dei giudici bisogna essere coerenti con la ricostruzione dell'evento che si usa come pretesto. Non mi pare che in questo caso la scelta sia stata particolarmente felice… per Magni e per Belardelli

 
16/07/2014 - Smettiamola con le citazioni errate... II parte (Franco Labella)

Purtroppo non funziona il copia/incolla… Sono costretto, perciò, a rinunciare alla selezione. Comunque la sentenza è qui e lo stralcio che avrei pubblicato è a pagina 4 del pdf. Buona lettura e , soprattutto, buone citazioni prossime :-)))) http://www.dirittoscolastico.it/wordpress/wp-content/uploads/Tar-Lazio-sentenza-3838-2014.pdf

RISPOSTA:

Ringrazio il commento di Franco Labella che mi consente di chiarire meglio il riferimento finale alla sentenza del TAR Lazio (cfr editoriale di G. Belardelli, Gli abusivi della cattedra, Corriere della Sera 30/06/2014). Non è questa la sede per un’attenta disamina della sentenza, basti però riportare quanto affermato nella stessa: il consiglio di classe non ha «in alcun modo operato la dovuta valutazione complessiva del grado di preparazione conseguita dallo studente né sulla capacità di recupero. Detta verifica sarebbe stata necessaria, tenuto conto dei voti conseguiti dallo studente (ben oltre la sufficienza nella materia di italiano) e che le più gravi insufficienze riportate (matematica e fisica) attenevano comunque a materie scientifiche, a fronte dell'indirizzo classico seguito dallo studente». Da vedere poi se interventi di questo tipo rientrino in un corretto assetto dell'ordinamento giuridico oppure si stia scivolando verso una china pericolosa (più burocrazia e più contenzioso). FM

 
16/07/2014 - Smettiamola con le citazioni errate... I parte (Franco Labella)

Ogni tanto mi capita di leggere sui giornali semplificazioni tanto sommarie quanto erronee di decisioni della Magistratura. L'incultura giuridica è, ahimè, tanto diffusa che qualche sera fa, in una trasmissione seguitissima di un importante canale nazionale, mi è capitato di sentire il conduttore, che evidentemente si era preparato poco e male, che citava un inedito "referendum conservativo". Ovviamente era il referendum costituzionale o confermativo. Cito questo perchè trovo meno comprensibile che in una sezione dedicata all'educazione ed alla scuola si riferisca una vulgata (quella relativa a questa famosa sentenza del TAR che non ha letto, evidentemente, nessuno) assolutamente fantasiosa e che serve, però, ad accreditare un'altra vulgata, quella della Magistratura occhiuta e che invade spazi non propri. Ora siccome questa sentenza non è tecnicamente ostica ne cito lo stralcio saliente in maniera tale che si capisca (si spera) che non c'è stata nessuna invasione di campo e nessuna smentita del principio di insindacabilità del giudizio espresso. Semmai la pecca rilevata dal giudice amministrativo è esattamente quella di un consiglio che ha abdicato dalla sua funzione di valutazione. Un consiglio svoltosi, peraltro, con la violazione del principio del collegio perfetto che dovrebbe conoscere anche un supplente al primo giorno di lavoro. Meno che mai i giudici hanno operato una "promozione" basata sul fatto che le insufficienze non contano.