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SCUOLA/ I prof di filosofia servono ancora a qualcosa?

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Vincent Van Gogh, Notte Stellata (1889) (Immagine d'archivio)  Vincent Van Gogh, Notte Stellata (1889) (Immagine d'archivio)

Nessuno può negare che sia una vera e propria esperienza il seguire un grande filosofo nei suoi territori. Chi è stato almeno un attimo, anche solo di passaggio, nel mondo di Platone o di Kant ha fatto un'esperienza vertiginosa. Come chi ha visto i paesaggi della Patagonia, o un'aurora boreale. O l'hai vista, o non l'hai vista. Come sentire una sinfonia di Beethoven. Come entrare nella Cappella Sistina. È un'esperienza che non si dovrebbe negare a nessuno. 

Io vedo brillare negli occhi dei miei allievi il guizzo estetico dell'intelletto, quando come in un gioco logico di deduzione seguiamo il filo del ragionamento di Cartesio, o quando come sulle montagne russe seguiamo la spericolatezza del pensiero di Parmenide, o di Berkeley, o ancora quando siamo presi nelle spire del procedere di Hegel che tutto avvolge. Insegnare filosofia significa vibrare assieme del fascino dell'intelligenza. Esplorare mondi. Fare esperienza "che è proprio così". Sono mondi fuori della storia? No. In questi mondi noi entriamo con la nostra storia, con le nostre domande, col nostro linguaggio, con il nostro orizzonte. E ne torniamo cambiati.

D'altro lato, va preso sul serio Althusser quando mette in guardia dal rischio che questi mondi restino semplici bolle teoriche in cui rifugiarsi. È necessario, egli dice, che i filosofi stabiliscano rapporti fecondi tra il mondo della filosofia e il mondo della realtà. Althusser invita i professori "a cercare al loro esterno, nelle pratiche, nelle conoscenze e nelle lotte sociali — ma senza tralasciare le opere filosofiche — di che imparare a filosofare". È verissimo. E forse Repubblica ha pubblicato ora questo vecchio scritto di Althusser proprio per sottolineare l'esigenza sentita di un rinnovato apporto dei filosofi alla critica dell'esistente. Mai come oggi sembra che, tramontate le ideologie, i filosofi, e tanto più i professori di filosofia, abbiano perso il loro ruolo di portatori di riflessione critica e di proposizione di "altro" rispetto all'esistente. In questo senso l'auspicio di Althusser è attualissimo.

Ma Althusser sembra affermare che solo i materialisti possono essere filosofi in questo modo. Mi sembra difficile sostenerlo oggi, quando proprio il materialismo nella versione consumista e nihilista ha prodotto la più feroce e classista fuga dal mondo reale nel vortice infinito dell'effimero, del virtuale, del fittizio. Ha anestetizzato gli uomini allontanandoli dalla realtà, facendoli scivolare quasi inavvertitamente nella più spaventosa disuguaglianza sperimentata nella storia. È solo da una visione etica e antropologica radicata in un "tu" che si sottrae alla reificazione, che si può trarre l'energia per imparare a filosofare sulla realtà e nella realtà per cambiarla. 

Insegnare filosofia è senz'altro un dono della vita, un privilegio. A ben vedere, significa sempre con-filosofare: soprattutto con i grandi del passato, ma non meno con i giovani allievi. La realtà ci appella, ci urta nella sua datità. Ma solo restando uomini e donne interi, con la nostra carica irriducibile di esigenze ed evidenze originarie, e solo facendo spazio in noi e nell'altro all'eco di un essere che si sottragga all'infinita catena delle cause, potremo rispondere all'appello che dalla realtà ci viene con tutta l'energia che il cambiamento richiede.



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COMMENTI
18/07/2014 - Nessuna minaccia, al contrario (Giorgio Israel)

Non c'è alcuna minaccia, al contrario. Sono di cultura religiosa, e diciamo pure spiritualista, e quindi non vedo come potrei gioire a augurarmi come un fatto positivo di discendere tutti nelle catacombe. Sono stato anche marxista in anni lontanissimi, e conosco bene i personaggi ostinatamente comunisti alla Althusser. Ribadisco che trovo deprimente andarsi a cercare simili referenti per una filosofia vicina al fare. Potrei fare tanti nomi che però vengono sistematicamente ignorati (Husserl, Bergson, o magari anche un Levinas, o tanti filosofi cattolici). La ringrazio di augurararmi luce e bene: è proprio quel che cerco invece di rimestare in un tenebroso materialismo, dalle tinte – queste sì davvero – aggressive, come tutti i progetti radicalmente rivoluzionari.

 
17/07/2014 - A tanto siamo ridotti? (Giorgio Israel)

A tanto siamo ridotti? Per riscoprire la filosofia non si trova di meglio che andare a ripescare quel vecchio trombone marxista di Althusser con la sua enfasi antiteorica sulle “pratiche” e la sua originalissima visione della filosofia come critica e lotta sociale? Voler conciliare l’“attualissimo” Althusser con il personalismo è come mettere insieme il diavolo e l’acquasanta. E poi ci chiediamo pure perché le culture religiose siano alla frutta e imperi ancora il sessantottismo… Ma fino a che continueremo a credere che l'apertura al reale passi per visioni come quelle di Althusser meglio andarsi a chiudere in una catacomba.

RISPOSTA:

Egregio professore, visto che non entra nel merito delle mie argomentazioni, ma deplora fin dall'inizio che si usi come spunto di partenza uno scritto di Althusser, penso che più che con me Lei voglia prendersela con lo stesso Althusser, o con le scelte redazionali per le quali mi è stato chiesto un commento a partire da quel testo. In generale però non penso si debbano leggere e commentare solo gli autori che ci piacciono, ma che anzi il confronto sia sempre positivo. Nel mio articolo l'aggettivo "attuale" è riferito non ad Althusser tout court, ma al suo auspicio che i mondi dei filosofi interagiscano con la realtà per fornirci strumenti critici. Cosa su cui penso concordi anche Lei. Mi scuserà se Le dico che trovo spiacevolmente aggressivo il Suo tono e anche un po' minaccioso l'accenno finale alle catacombe. Da parte mia Le auguro tanta luce e tanto bene. MTT

 
17/07/2014 - filosofia (mario rossi)

Purtroppo, la stragrande maggioranza degli insegnanti vive un'umanità stretta, senza speranza e senza apertura al Reale Bisogno della Vita; la filosofia richiede un'apertura all'umano che molti purtroppo non vogliono e non desiderano. In codesto modo è impossibile "fare" Filosofia. Si può fare solo della storia della filosofia senza pensare e… fare pensare. PS: aboliamo gli insegnanti di educazione fisica che non servono effettivamente a nulla. Mario Rossi CESENA