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SCUOLA/ Il senso di quelle tre ore? Capire che la vera "domanda" siamo noi

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Oggi il potere vuole eliminare questo livello della domanda, e lo fa con un gioco sottile, dimostrando che, essendo le risposte inadeguate, bisogna ridurre il livello della domanda. Se essa è materialista può trovare risposta, altrimenti no. Per questo insegnare filosofia oggi è decisivo, non perché sia la cinghia di trasmissione dell'idea giusta, ma perché desta la domanda e la rende consapevole fino a che rispondervi diventi mossa personale. 

Io la insegno sfidando a capire l'origine di ogni pensiero, e prima di valutarlo, a cogliere il livello di domanda da cui esso origina, chiedendosi se corrisponde alla domanda della propria ragione. Questo è l'unico lavoro serio dell'insegnamento della filosofia, il recupero dei giovani all'uso della ragione in tutta la sua apertura. Lo si fa insegnando quello che i filosofi hanno elaborato, ed è importante che i giovani conoscano questi diversi modi di pensare, ma la questione decisiva è che si educhi a cogliere la mossa e il funzionamento della ragione. 

In questo senso insegnare filosofia non è né insegnare un'ideologia, né insegnare ad essere contro ogni ideologia; è un'altra cosa, è educare alla critica, è sfidare ogni studente a riconoscersi uomo, a prendere coscienza della sua libertà. Il suo insegnamento è una sfida vertiginosa a riconoscere che l'uomo è domanda e come domanda deve fare i conti con quello cui tende. Per questo è affascinante, perché insegnandola ogni anno vengo messo in discussione, sfidato a riconoscere, io per primo che so tante cose, che la mia natura è domanda. Accompagnare ed essere accompagnato a riconoscere la natura della domanda che mi caratterizza come persona, questo è ciò che fa dell'insegnamento della filosofia una cosa unica e originale. La sua natura sta nel fatto che non insegna nulla (nulla, non il nulla!) e che per questo a chi la prende sul serio fa prendere coscienza del suo essere domanda, apertura al reale che il reale stesso dilata. Questa, credo, è l'importanza della sua sfida educativa.

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COMMENTI
19/07/2014 - Evviva (pino mulone)

Ecco, questo è il livello di giudizio che mi permette di apprezzare quanto scrive Mereghetti!

 
19/07/2014 - Totalmente d'accordo (Giorgio Israel)

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