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SCUOLA/ Quinta ora, la "lezione" di Sallustio

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Due punti sono stati oggetto di profonde riflessioni. 

Innanzitutto l'espressione ius et bonum. Per Sallustio pare che il diritto e il bene, se pur distinti, siano legati tra loro. Interessanti sono state le osservazioni sul legame tra bene-diritto naturale-diritto positivo (cioè le leggi). Di quei giorni era l'approvazione da parte del parlamento belga dell'eutanasia per i minori. L'aggancio con l'attualità non poteva essere più pertinente.

Quindi la contrapposizione non legibus magis quam natura. Chi può negare la forza coercitiva delle leggi? Ma abbiamo abbastanza forza morale per evitare ciò che noi sappiamo e capiamo essere  sbagliato, da evitare, anche in assenza o senza la costrizione di una legge? La nostra natura (la parola deriva dal latino nascor, cioè nasciamo fatti così) ci indica ciò che è bene e ciò che è male, ma quanto la seguiamo?

Sallustio, in conclusione, viveva in un periodo di crisi ed indica a sé, ai romani del suo tempo e a noi una strada per uscire da essa: seguire ius et bonum, non perché costretti da una legge ma perché la natura ci spinge in questa direzione. Così si può recuperare quella concordia che è quell'elemento che fa fiorire una nazione. 

Uno spunto, una frase di un romano di duemila anni fa: ma a scuola può capitare che, persino in una quinta ora di lezione, possa riemergere in tutta la sua freschezza e attualità. 



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