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SCUOLA/ Non si usa una prof lesbica contro la parità scolastica

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Che in questo modo si va contro l'art. 33 della Costituzione, il quale parte dal presupposto che le scuole paritarie sono scuole di "tendenza" e ne legittima pienamente lo status all'interno del sistema pubblico allargato. Del resto la nostra non è una Costituzione dittatoriale: non permette che sia solo lo Stato a gestire le funzioni pubbliche, ma consente invece anche ai privati di farlo, rispettando in tal modo pienamente i diversi valori che la società al suo interno può esprimere.

Nel 2007 in Provincia di Trento venne indetto un referendum per abolire il finanziamento pubblico delle scuole paritarie. Non raggiunse il quorum, pertanto tutto rimase com'era e le scuole private hanno continuato a godere del contributo previsto dalla legge provinciale. Quindi?
Che cosa posso dirle? "Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio…", che nella mente di certi politici e intellettuali nostrani, che dovrebbero ogni tanto fare un bagno di umiltà e pensare che quello che le persone desiderano può essere diverso dalle loro pur meravigliose idee, e che ciò non è necessariamente frutto di ignoranza. Il giacobinismo di un certo ceto intellettuale italiano è davvero ormai fuori luogo e senza più nessun retroterra effettivo.

La docente ha reso la vicenda pubblica, ma pare che non abbia sporto denuncia. Secondo lei cosa accadrà?
Non saprei contro che cosa poteva sporgere denuncia. Per il resto è un bene, invece, che di queste questioni si dibatta, magari a fondo e con serietà, cercando di superare l'ideologismo che su certi tema purtroppo continua a regnare sovrano.

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
21/07/2014 - caso Trento (vera Lombardo)

sì il Papa ha detto che non si può giudicare un gay ma anche detto che dovrebbe cercare il Signore, quindi qualcosa non va... il problema penso a che a che pro denunciare la cosa sui giornali e questa prof. invece non s'è rivolta ad un giudice?

 
21/07/2014 - Suola, docenti e giornali (maria schepis)

LA questione della docente lesbica si enfatizza in una scuola privata cattolica che, da un lato percepisce finanziamenti pubblici e ciò dovrebbe suggerire atteggiamenti di apertura verso una maggiore laicità, dall'altro obbliga al rispetto delle idee degli utenti. Ciò premesso, credo che nessun POF (piano dell'offerta formativa) possa prevedere l'atteggiamento privato dei docenti, in quanto trattasi solo del proponimento delle attività e delle finalità educative e didattiche della scuola. Riguardo la docente è stato sottolineato che ha avuto sempre un comportamento irreprensibile e ciò non significa, in classe si discute pure, che agli alunni si possano nascondere i mutamenti della società e che certi canoni tradizionali qualcuno li possa mettere in discussione. Discutere naturalmente, non significa mitizzare o imporre una scelta diversa. Mi pare, inoltre, che i genitori non abbiano preso alcuna posizione e che la solerte superiora abbia appreso la "notizia" dall'esterno. Infine un certo papa Francesco ha dichiarato: Chi sono io per giudicare un gay? Secondo è stato fatto più chiasso del dovuto. Una mia amica giornalista una volta mi disse: I giornali non risolvono i problemi fanno solo baccano. Dico ciò con tutto il rispetto che nutro per giornali e giornalisti (era il lavoro che da giovane sognavo di fare). Se c'è stato un illecito ci sarà un giudice, ma dopo tanto vociare avrà udito anche qualche genitore intransigente. Sarebbe auspicabile maggiore tolleranza e minore vittimismo!