BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Paritarie e Imu, l'esenzione che nasconde il problema

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Il "rattoppo" ha provocato un altro "pasticcio", ossia quello di indicare quali attività non commerciali quelle che chiedono "corrispettivi di importo simbolico", definizione assolutamente inapplicabile alle scuole paritarie. La necessità di trovare una soluzione per riuscire a sbrogliare la ingarbugliata matassa, ha portato ad analizzare a fondo anche le norme europee ed è stato di aiuto determinante e presa a riferimento la norma della Commissione Europea sugli aiuti di Stato (C(2011)904 del 20.12.2011 - paragrafo 2.1.15) che ha permesso di sostituire la dizione commerciale/non commerciale con quella europea economico/non economico.

Questo approccio, nel suo adeguamento alla realtà italiana, ha portato all'intervento del Mef che considera non economica, quindi esente dal pagamento dell'Imu, l'attività svolta dalla scuole paritarie le cui rette sono inferiori al costo per alunno che lo Stato sostiene per analogo percorso di studi.

Quando si parte con il piede sbagliato e, anziché ricominciare da capo, si cercano solo aggiustamenti, purtroppo i problemi sono sempre dietro l'angolo. L'intervento del Mef ha sì ampliato il campo di intervento, estendendo l'esenzione anche ad immobili non ecclesiastici, ma non ha avuto il coraggio di risolvere il problema nella sua essenza, come richiesto da più parti dal nostro settore: l'esenzione deve essere concessa per tutti gli stabili adibiti ad attività che offrono un servizio pubblico e di alta rilevanza sociale e l'istruzione offerta dalle istituzioni paritarie appartiene a questa tipologia.

Il principio europeo di economico o non economico cui ci si è riferiti è stato applicato solo in modo parziale e strumentale per risolvere il caso conflittuale in discussione (vedi retta pari a quota simbolica), ma la citata norma europea è aperta a tutti e nulla indica sulla natura giuridica delle istituzioni.

Vengono spontanee due domande: che senso ha escludere dall'agevolazione scuole che rispettano correttamente il parametro stabilito dal Mef? Ancora una volta non si è valutato un problema nel suo complesso giungendo ad una scelta che finisce per essere discriminatoria?

La speranza è che non ci si fermi qui e che questo provvedimento sia un punto di partenza verso una soluzione che finalmente riconosca il servizio pubblico che tutte le scuole paritarie offrono, indipendentemente dalla loro natura giuridica e che, tra l'altro, non crei discriminazioni all'interno del nostro settore causando condizioni di non pari opportunità economiche che sarebbe in contrasto con la norma europea attenta a far sì che gli aiuti di Stato non falsino la libera concorrenza del mercato interno.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
25/07/2015 - RUSI, TARSU etc (paolo vittori)

Cosa dire dei tributi che sono stati pagati nel passato e vengono ancora oggi versati per RUSI, TARSU o come vogliamo chiamarli? E' possibile che le scuole paritarie (Legge 62/2000) non sono, in questo caso, equiparate alle scuole statali? Tabelle per il calcolo diverse da scuole statali e scuole non statali. Eppure facciamo parte del Sistema Nazionale dell'Istruzione. O no?