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SCUOLA/ Voi avreste licenziato Pasolini o Testori perché omosessuali?

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Giovanni Testori (1923-1993) (Immagine d'archivio)  Giovanni Testori (1923-1993) (Immagine d'archivio)

Le scuole cattoliche hanno formato buona parte dei quadri dirigenti della Provincia Autonoma di Trento e forse qualcosa di buono lo hanno fatto, visto che qui tutto sommato si sta bene, si vive bene e i trentini amano le loro scuole, le loro origini di Principato Vescovile, che ha fatto scomparire l'analfabetismo già da molto, e il referendum del 2007 lo dimostra.

Quei trentini che, intervistati dai giornalisti sulla questione, rispondono con appena una sfumatura d'accento più duro del veneto, o con un italiano quasi asettico, senza inflessione: davvero, non si può discriminare, ma io non la vorrei per i miei figli… oppure, ormai è normale, l'importante è che non ne parli… sorridiamo, sì, la verità scuote le brave persone.

La gente comune, per cui una volta si era uomini o donne, il resto non si doveva conoscere.

Abbiamo ormai superato quel punto: il resto va conosciuto, è giusto. 

Ma non va imposto: dove è finito il diritto di opinione? Posso ancora scegliere come pensarla? Posso anche solo pensare che sia "naturale" la sessualità, cioè un dono della vita che ricevo per la vita?

L'omosessualità non è una scelta, ma non si confonda l'essere umano, cioè l'uomo, con la sua cultura. Piuttosto, sia reso sempre più chiaro, cosa che non fa l'ideologia gender che separa appunto la natura (sempre sessuata) con la scelta, cioè la realtà (il corpo) dalla volontà (la mente). Perché se un uomo è ciò che pensa e vuole, allora anche la lapidazione, l'infibulazione e altro sono atti culturali da rispettare… e certe culture lapidano ancora gli omosessuali.

Tornando alla scuola, è necessario che si ripensi il Progetto Educativo rispetto all'educazione alla sessualità, soprattutto le scuole cattoliche: i nostri figli incontrano continuamente persone omosessuali e proposte di sessualità. Finché l'educazione sessuale è lasciata in mano agli "esperti esterni" senza che sia attuata invece da persone formate e cristiane, si faranno molti più danni che lasciare un'insegnante lesbica al suo posto.

Comunque, sia chiaro che capisco il motivo della volontà della rimozione dell'insegnante in questione: un insegnante impersona un modello educativo, lo rappresenta, lo "è". Dunque è giusto che si scelgano insegnanti "cristiani" per le scuole cattoliche, o almeno aderenti ai valori cristiani; possono paradossalmente essere buddisti, lesbici, neri bianchi o rossi, l'importante è che abbiano la consapevolezza dei valori fondanti il cristianesimo e si impegnino a trasmetterli: il valore immenso che Dio da all'amore fra uomo e donna (elevato al rapporto di Cristo con la Chiesa) alla maternità e paternità, il rispetto per la vita (quanti cristiani considerano un diritto aborto e divorzio e sono insegnanti?), il rispetto per l'altro, la pari dignità tra gli esseri umani, e tanto altro, compreso il ripudio di qualsiasi violenza anche culturale.



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COMMENTI
27/07/2014 - Sì, li avrei licenziati. (Alberto Calabrò)

Mio caro signore, lei stesso dice di comprendere il motivo del mancato rinnovo del contratto di questa insegnante, peraltro perfettamente spiegabile anche formalmente, alla luce del diritto del lavoro. Lei avrebbe mai licenziato Indro Montanelli? È stato un eccellente giornalista, forse il migliore, ma era un conservatore. In un quotidiano di partito come "L'Unità" sarebbe stato (a buon titolo) licenziato in tronco e a calci. Perché certi datori di lavoro sono "organizzazioni di tendenza" e possono scegliere i propri dipendenti anche sulla base di questioni ideologiche. Il fatto è che stiamo parlando di una scuola cattolica, e nel cattolicesimo (piaccia o no) l'omosessualità è un grave peccato. Se un insegnante impiegato in una scuola cattolica fa il brillante impartendo gaie lezioni agli allievi, il risultato (prevedibilissimo, a meno di essere dei ritardati) è essere silurati. La verità è che stiamo vivendo un momento di becero vittimismo gay (che contagia anche i cattolici come lei, dato che pare quasi addolorato dalla vicenda: si decida, o è cattolico e segue la dottrina cattolica oppure, semplicemente, non lo è) e questo vittimismo ha ormai rasentato il ridicolo. Questa vicenda andrebbe archiviata come caso di darwinismo sociale: se hai caro il tuo lavoro vedi di non spararti da solo nelle ginocchia urlando ai 4 venti di avere idee incompatibili con quelle della tua "organizzazione di tendenza". Altrimenti non sei solo gay, sei pure fesso.

 
27/07/2014 - Pari dignità (Khan Kubla)

Molti passaggi della lettera mi sono del tutto oscuri ed evito di commentare l'inciso sugli extracomunitari con i loro problemi comportamentali e il parallelo omosessualità/ lapidazione-infibulazione come fenomeni culturali. E poi, a me pare che qui l'unico diritto sia quello dell'insegnante, non certo la libertà di pensiero dell'autrice... Apprezzo però la netta presa di posizione contro le discriminazioni (è a dalla scuola che si devono diffondere e proteggere diritti fondamentali come la pari dignità sociale!) e soprattutto la necessità di non nascondere l'esistenza dell'omosessualità ai ragazzi perché parte della realtà in cui viviamo. E poi si sa come si comportano i ragazzi di fronte ai tabù...