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SCUOLA/ Voi avreste licenziato Pasolini o Testori perché omosessuali?

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Giovanni Testori (1923-1993) (Immagine d'archivio)  Giovanni Testori (1923-1993) (Immagine d'archivio)

Caro direttore,
sta cominciando a scemare il clamore e hanno già spostato i riflettori mediatici puntati sulla vicenda dell'insegnante che non ha (finora) ricevuto il rinnovo del contratto per la sua presunta omosessualità da parte di una scuola cattolica privata, l'Istituto Sacro Cuore di Trento.

Bene, ora a voce bassa si può azzardare qualcosa di udibile, sperando non sia manipolato e usato come un'arma nel conflitto tutto italiano "pubblico e laico versus cattolico sovvenzionato"; perché tutto sommato a questo soprattutto è stata asservita la vicenda. A questo e anche alla battaglia LGBT per la quale ogni arma è buona a dimostrare l'omofobia dei cattolici, con buona pace della libertà di pensiero e di cultura. 

Conosco l'Istituto Sacro Cuore, che molti anni fa ha accolto mia sorella, e da meno ha maturato mio figlio. Dico sinceramente che sentirlo attaccare in questo modo mi ha fatto dolorosamente riflettere, ma non voglio scendere in piazza per difenderlo. Penso ci sia prima molto altro da difendere e questo episodio spero sia illuminante della situazione culturale in cui viviamo, dell'educazione offerta ai nostri figli, del cambiamento epocale già in atto, presente, potente. Vorrei tanto che la madre superiora non avesse preso da parte l'insegnante e non si fosse comportata così, aprendole uno spiraglio di compromesso (alcuni potrebbero usare la parola salvezza, ma non sarebbe corretto) e dando la stura a una denuncia mediatica altrettanto ovvia e drammatica. 

Non si agisce così; non è più consentito. 

Non puoi essere licenziata perché lesbica, nemmeno in una scuola cattolica, siamo seri. Avreste voi licenziato Pasolini (lo è stato in verità, allontanato dal Friuli e dall'insegnamento; approdato a Roma ha fatto e scritto tutto)? Avreste mandato via Testori?

Avercene, di insegnanti così.

Eppure anche l'arcivescovo di Trento si è espresso in difesa della madre superiora, si può leggere un bell'articolo su Vita Trentina, il giornale diocesano; molto giustamente afferma il suo no alla discriminazione ma la doverosa attenzione mostrata in riferimento al progetto educativo da parte della direzione didattica. 

Il Progetto Educativo, appunto, steso su un foglio e fatto firmare oltre che dagli insegnanti, dai genitori in primis, quei bravi trentini che sono disposti a tirar fuori un po' di euro (più di uno stipendio medio) per garantire ai propri rampolli un ambiente migliore del pubblico sotto molti punti di vista, al di là della mera educazione cattolica: lì vi è maggior attenzione ai bisogni del singolo alunno, ognuno è conosciuto; le udienze non sono bolge infernali, i genitori hanno colloqui privati e cordiali, i ragazzi sono "tenuti d'occhio" loro malgrado e con sollievo parentale; anche il doposcuola è gestito molto meglio; per non parlare del fatto che lì gli extracomunitari (con i loro problemi comportamentali e di apprendimento) sono in numero minore (i musulmani non ci vanno certo). 



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COMMENTI
27/07/2014 - Sì, li avrei licenziati. (Alberto Calabrò)

Mio caro signore, lei stesso dice di comprendere il motivo del mancato rinnovo del contratto di questa insegnante, peraltro perfettamente spiegabile anche formalmente, alla luce del diritto del lavoro. Lei avrebbe mai licenziato Indro Montanelli? È stato un eccellente giornalista, forse il migliore, ma era un conservatore. In un quotidiano di partito come "L'Unità" sarebbe stato (a buon titolo) licenziato in tronco e a calci. Perché certi datori di lavoro sono "organizzazioni di tendenza" e possono scegliere i propri dipendenti anche sulla base di questioni ideologiche. Il fatto è che stiamo parlando di una scuola cattolica, e nel cattolicesimo (piaccia o no) l'omosessualità è un grave peccato. Se un insegnante impiegato in una scuola cattolica fa il brillante impartendo gaie lezioni agli allievi, il risultato (prevedibilissimo, a meno di essere dei ritardati) è essere silurati. La verità è che stiamo vivendo un momento di becero vittimismo gay (che contagia anche i cattolici come lei, dato che pare quasi addolorato dalla vicenda: si decida, o è cattolico e segue la dottrina cattolica oppure, semplicemente, non lo è) e questo vittimismo ha ormai rasentato il ridicolo. Questa vicenda andrebbe archiviata come caso di darwinismo sociale: se hai caro il tuo lavoro vedi di non spararti da solo nelle ginocchia urlando ai 4 venti di avere idee incompatibili con quelle della tua "organizzazione di tendenza". Altrimenti non sei solo gay, sei pure fesso.

 
27/07/2014 - Pari dignità (Khan Kubla)

Molti passaggi della lettera mi sono del tutto oscuri ed evito di commentare l'inciso sugli extracomunitari con i loro problemi comportamentali e il parallelo omosessualità/ lapidazione-infibulazione come fenomeni culturali. E poi, a me pare che qui l'unico diritto sia quello dell'insegnante, non certo la libertà di pensiero dell'autrice... Apprezzo però la netta presa di posizione contro le discriminazioni (è a dalla scuola che si devono diffondere e proteggere diritti fondamentali come la pari dignità sociale!) e soprattutto la necessità di non nascondere l'esistenza dell'omosessualità ai ragazzi perché parte della realtà in cui viviamo. E poi si sa come si comportano i ragazzi di fronte ai tabù...