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SCUOLA/ Così il cervello dei bambini "rottama" la scuola elementare

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No, di tutta la vita. Il "da dentro a dentro" è la fase fondamentale, trasforma ciò che non sappiamo in ciò che sappiamo e che utilizziamo per pensare. Nei processi dentro-dentro, che si chiamano cognizione attiva, rientrano anche i processi di scrittura intesa come pensiero espresso; nella quale io non faccio altro che trasformare continuamente e rendere esplicita questa mia possibilità di "portar fuori" ciò che ho trasformato sulla base delle mie risorse e caratteristiche individuali. Lei ora sta trasformando le cose che io le sto dicendo, attraverso ciò che già sa e pensa, in qualcosa di diverso da quello che le sto dicendo. Il risultato è il suo contirbuto individuale alla cultura condivisa.

A volte si ha la sensazione di essere come bloccati: ad esempio quando vogliamo mettere in forma scritta (al di là del mezzo impiegato) le idee che abbiamo nella testa.
È uno dei fenomeni più frequento che ci accadono, perché per metterle in forma scritta non basta semplicemente "tirarle fuori" così come vengono, ma occorre pianificarle e questo è un processo fondamentale. Occorre cioè metterle in una sequenza logicamente utile all'obiettivo dello scrivente. La fase fondamentale dello scrivere, diversa da quella del parlare, è che nel parlare seguiamo un flusso di pensiero che non possiamo modificare più di tanto. Nello scrivere noi quel flusso lo possiamo manipolare, pianificandone i passi, rivedendoli, migliorandone l'efficacia. Mentre nel parlare il flusso è di tipo prima-dopo, consequenziale, nella scrittura gli aspetti logici − modali, causali, spaziali, relazionali − possono essere controllati dal soggetto e pianificati. Donde la difficoltà. 

Dunque la parte più importante è il dentro-dentro ovvero la trasformazione attiva. Sta qui il legame necessario tra pensare e scrivere?
Non completamente. Il vero rapporto necessario non è tra pensare e scrivere, ma tra pensare e pianificare le proprie idee. La scrittura è un mezzo che consente di revisionare e monitorare le proprie idee. In questo senso è fondamentale e ha una specificità straordinaria. 

Un po' come prendere appunti per organizzare le idee, è così?
Prendere appunti significa in realtà seguire le idee nella velocità con cui vengono, fermandole. Ma è solo un momento nella pianificazione, perché una volta presi gli appunti, occorre dar loro una forma logica corrispondente agli obiettivi dello scrivente. Mentre le parlo non posso organizzare le idee, devo continuamente riprendere il discorso, fare incisi, tornare indietro. Invece se glielo scrivessi, potrei rimodularlo in maniera sintetica e funzionale. 

Che posto ha nella formazione di uno studente questa estrinsecazione attraverso la scrittura?
La scrittura è uno dei processi che consente di maturare meglio la capacità autonoma di ciascuno di esporre le propri idee nel migliore dei modi possibili. È uno dei mezzi con cui l'intelligenza umana esprime la propria specificità e individualità nella cultura condivisa. Io e lei siamo due scriventi italiani, ma nel descrivere la scrittura lei lo fa in maniera diversa da me. E lo arricchisce delle sue caratteristiche individuali di conoscenza e di emozione. 

Di emozione, dice?



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COMMENTI
28/07/2014 - Individuare l'origine delle barricate (enrico maranzana)

“Se la scuola sapesse come fare” o meglio, se la scuola orientasse la sua azione alla promozione delle qualità dei giovani e superasse la fissità che traspare dalla domanda: “Quanti docenti sono impegnati a trovare l’errore” si vedrebbe “quanto potente sia la scuola”. Ieri errare significava trasgredire e il rapporto docente-discente era analogo a quello che intercorre tra medico e paziente. Oggi errore sta per -andare di qua e di là- in percorsi di ricerca, in attività laboratoriali; le informazioni contenute negli errori sono da capitalizzare. La rimodellazione del servizio scolastico implica l'accettazione della cultura contemporanea [CFR in rete “All’origine della dispersione scolastica”] e l’assunzione di strategie di intervento razionali [CFR in rete “Ministro Giannini, non si sottragga alle sue responsabilità”].