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SCUOLA/ Così il cervello dei bambini "rottama" la scuola elementare

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O trascurare il meno possibile. Le direzioni sono due; sono compresenti, e l'errore maggiore viene dal fraintendimento degli obiettivi o da una loro confusione. La funzione fuori-dentro è l'alfabetizzazione. Ma quella fondamentale è quella dentro-dentro, la trasformazione cognitiva, l'arricchimento del pensiero. Piuttosto che soffermarsi sul fuori-dentro, sul dare informazioni, occorre trasformare le prestazioni passive in risorsa per il pensiero. 

Nel caso della scrittura, cosa vuol dire?
Significa certamente fare attenzione agli errori ortografici e alla calligrafia, ma soprattutto fare attenzione a che i bambini imparino ad autoregolare i propri pensieri e a pianificarne l'esposizione chiara agli altri. Se la scuola non educa queste tre fasi insieme, risulta incapace di guidare quella risorsa straordinaria che è l'intelligenza umana. Tutte le posizioni di parte − che dicano cioè questo è giusto, il resto no − sono pregiudizievoli.

Mettiamo a confronto due generazioni, padre e figlio. Il primo rimpiange che il figlio non faccia più le aste.
Il cambiamento che stiamo vivendo ha una velocità di modifica rispetto al passato di 2 a 8. Vuol dire che nei prossimi due anni tutti i fenomeni che ci riguardano evolveranno nel modo in cui questo è avvenuto negli ultimi otto. Significa che i bambini che arriveranno a scuola tra cinque anni, se noi non facciamo nulla, avranno un ritardo generazionale corrispondente a 8, 16, 20 anni. Siamo in un tempo di accelerazione progressiva continua e non possiamo più permetterci di non seguire il cambiamento.

Altrimenti?
Altrimenti, se non seguo il cambiamento, non lo guido.

Questa è una sua opinione.
No, è un dato sperimentale. Non possiamo cominciare dalla A di ape senza essere consapevoli che abbiamo risorse diverse da un punto di vista umano. Con questo non intendo dire che la scuola deve perdere il rapporto con quelli che sono i suoi aspetti classici, profondi − o ritenuti tali. Ma che il cambiamento è un dato fenomenologico. 

Anche lei è convinta dell'esistenza di "nativi digitali"?
Sì, anche se la parola "nativi" è fuorviante. Sono bambini digitali non perché escono "diversi" dal ventre della loro madre, ma perché è diverso il contesto nel quale sono subito immessi; un contesto profondamente segnato dalle tecnologie che filtrano l'ambiente. Il tempo in cui viviamo genera bambini con caratteristiche cognitive, emotive e relazionali diverse dalle generazioni di 60 anni fa. Il fenotipo, il fuori-dentro, è oggi diversamente determinante. Quel fuori nutre il pensiero, le competenze, le emozioni in modo del tutto diverso rispetto al passato. Tendiamo a dimenticarlo.

Può fare un esempio?
60 anni fa un bambino spendeva la maggior parte del suo tempo all'aria aperta, giocando, in campagna, e il massimo della tecnologia che aveva erano dei bottoni con i quali poteva giocare, facendo esperimenti di fisica ingenua: il lancio del bottone... il tiro del bottone... la rotazione del bottone... eccetera. Questo era lo stimolo del contesto. Generava creature meno intelligneti? Assolutamente no. Ma oggi quel contesto è mutato e con esso gli stimoli cognitivi cui un bambino risponde.

Che opinione ha della scuola italiana?



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COMMENTI
28/07/2014 - Individuare l'origine delle barricate (enrico maranzana)

“Se la scuola sapesse come fare” o meglio, se la scuola orientasse la sua azione alla promozione delle qualità dei giovani e superasse la fissità che traspare dalla domanda: “Quanti docenti sono impegnati a trovare l’errore” si vedrebbe “quanto potente sia la scuola”. Ieri errare significava trasgredire e il rapporto docente-discente era analogo a quello che intercorre tra medico e paziente. Oggi errore sta per -andare di qua e di là- in percorsi di ricerca, in attività laboratoriali; le informazioni contenute negli errori sono da capitalizzare. La rimodellazione del servizio scolastico implica l'accettazione della cultura contemporanea [CFR in rete “All’origine della dispersione scolastica”] e l’assunzione di strategie di intervento razionali [CFR in rete “Ministro Giannini, non si sottragga alle sue responsabilità”].