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SCUOLA/ Insegnanti, la rivoluzione del Miur: 36 ore e abolizione del Tfa

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Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini  Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini

IL NUOVO PIANO SCUOLA PER GLI INSEGNANTI - Il nuovo piano scuola verrà presentato entro la fine dell’estate. Lo ha annunciato di recente il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini che, insieme al sottosegretario Roberto Reggi, ha messo a punto una proposta che entro breve potrebbe diventare un disegno di legge del governo. Tante le novità annunciate, a cominciare dal monteore a scuola degli insegnanti che il Miur vorrebbe portare dalle attuali 18 a 36. I sindacati però non ci stanno: "I docenti italiani lavorano quanto i loro colleghi europei e in alcuni casi anche di più, basta considerare che le ore di insegnamento sono di 60 minuti e non di 45 o 50 come in altri paesi Ue – ha detto Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti. Se il Miur intende spremere ulteriormente gli insegnanti, sulle cui spalle gravano incombenze burocratiche che nulla hanno a che vedere con la professione docente, noi ci opporremo fermamente invitando tutta la categoria a scendere in piazza". Gli insegnanti chiedono inoltre un aumento di stipendio, ma il Miur ha intenzione di proporre un salario invariato e un aumento fino al 30% per coloro che saranno impegnati in attività organizzative o specializzate. Altre modifiche riguardano invece il metodo di reclutamento degli insegnanti: pare, stando alle anticipazioni fornite il 2 luglio da Repubblica, che il Miur voglia abolire il tirocinio formativo attivo (Tfa) e i percorsi abilitanti speciali (Pas), quindi per diventare insegnanti sarebbe necessaria la laurea magistrale (3+2) e una stagione di tirocinio in classe. Per quanto riguarda l’esame per l'abilitazione, invece, solo gli abilitati potranno accedere ai concorsi.



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COMMENTI
04/07/2014 - Mi dite anche come e dove lo faremo? (Sergio Palazzi)

Due ordini di problemi. Le 36h: stante che non ne dedico alla scuola mai meno di 40, mi andrebbe bene. Peccato che, come molti altri colleghi, il lavoro extra-cattedra, soprattutto nella sua parte di qualità, lo devo fare in spazi diversi dalla scuola perché, tanto per dire, non solo non abbiamo tutto il materiale HW e SW che compriamo di tasca nostra e mettiamo gratuitamente a disposizione dell'amministrazione, ma non avremmo nemmeno le condizioni per poterlo usare. Gli spazi di cui disponiamo, le aule insegnanti affollate e rumorose, dove solo i pochi fortunati dispongono di più di un cassetto magari senza serratura, i locali di fortuna male illuminati e malsani, come potranno essere considerati ambienti anche soltanto "in regola" per un lavoro continuativo ai sensi delle norme di sicurezza, ergonomia, VDT etc, cfr T.U. 81? E potremmo andare avanti per pagine solo su questo. L'altro problema: la formazione in ingresso. Se tutta quella di tipo "accademico" sarà concentrata nella laurea magistrale, spero vengano almeno prese in considerazione proposte che puntano ad una reale formazione sia sui contenuti sia sui metodi, come p. es. quelle che la Div. didattica della Società Chimica Italiana propone in materia di formazione bidisciplinare per i docenti di area scientifica, e viceversa che i tirocini non si riducano poi ad attività "socializzanti" alla fine delle quali, se appena non dai fastidio e dici sempre sì, ti vedrai garantito uno stipendio vita natural durante...