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SCUOLA/ PAS, un prezzo troppo caro pagato dai "neo-insegnanti"

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In materie complesse come pedagogia e sociologia nella maggior parte dei casi sono state propinate lezioni sommarie, concentrate in moduli di poche ore, che si sono poi necessariamente risolte in nozioni disorganiche da imparare a memoria per poter superare gli esami e conseguire i fatidici crediti per il punteggio finale. Cumuli di pagine di documentazione da studiare per ciascun esame (900 pagine e più) che però non venivano affrontate a lezione, perché i docenti preferivano utilizzare altro materiale e spiegavano altri argomenti, non oggetto di verifica finale. Addirittura, in alcuni casi, sono state assegnate presentazioni relative ad altri corsi universitari che niente avevano a vedere con i percorsi formativi per gli insegnanti. Non pochi docenti hanno riciclato proprio materiale didattico senza nemmeno adeguarlo alla peculiarità del corso, ritenendo che insegnare a matricole o studenti universitari sia esattamente la stessa cosa che rivolgersi ad adulti, insegnanti con anni di esperienza in classe, portatori di conoscenze “sul campo” che avrebbero potuto arricchire le lezioni, con i quali si sarebbe potuto dialogare e approfondire le dinamiche educative, trovare nuove soluzioni. Oltre il danno anche la beffa: i corsisti in tal modo si sono sentiti trattare come ignoranti e incompetenti – come se non si fossero mai laureati! –, gravati nuovamente da esami già sostenuti nel proprio percorso accademico originario.

E ancora, pochissimi sono stati i corsi che si sono confrontati con le nuove indicazioni didattiche e metodologiche contenute nella riforma della scuola secondaria. Un paio di esempi per tutti: nel percorso delle classi di abilitazione A020 (Discipline meccaniche e tecnologia) e C320 (Laboratorio meccanico-tecnologico) dell’ateneo di Pisa, anziché impartire nozioni di Disegno Industriale il corso si è risolto esclusivamente in esposizione di argomenti di geometria descrittiva e composizione di solidi; tutti temi che esulano completamente dalla classe di concorso specifica e dagli insegnamenti impartiti nelle scuole dove questa classe di concorso è impiegata. Sempre a Pisa, nella classe di concorso A033 (Educazione tecnica nella scuola media) è stato inserito un modulo di "Organizzazione industriale e automazione dei processi produttivi", anche se nelle Indicazioni per il curricolo della secondaria di I grado questi argomenti non compaiono affatto.



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