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SCUOLA/ Pas, tre punti per evitare altre soluzioni "all'italiana"

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Uno Stato attento, però, non può non sapere che le sorti economiche di un Paese sono strettamente legate ai livelli di istruzione e che l'educazione è un investimento, non una spesa. Qualcuno al governo ha lanciato messaggi in questa direzione: seguiranno provvedimenti coerenti? Bisognerebbe non cadere più nelle solite soluzioni all'italiana, che si risolvono in queste  "quasi-sanatorie" che, oltre a non selezionare, sono veramente poco rispettose dell'etica e della professionalità.



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COMMENTI
12/08/2014 - un'argomentazione inconsistente (enrico maranzana)

Abilitare a una professione richiede la conoscenza dell’ambiente in cui il lavoratore è da collocare. Un assunto elementare che lo scritto elude. Il sistema educativo è orientato alla promozione di capacità e di competenze, categorie sconosciute al mondo accademico. Un professionista conosce, condivide e partecipa ai progetti volti al conseguimento della finalità istituzionale, per cui è essenziale domandarsi: cosa differenzia le competenze generali da quelle specifiche? Competenza sta per adattamento o per affermazione delle potenzialità individuali? Una competenza è una primitiva? In caso contrario quali le sono sue componenti? Le competenze si possono insegnare? Come si promuovono le competenze? A chi compete la responsabilità della promozione delle competenze? Problematiche che non sono risuonate nelle aule universitarie. In rete “La professionalità dei docenti: un campo inesplorato” chiarisce i termini della questione.

RISPOSTA:

Maranzana, come spesso accade, non ha letto l'articolo che commenta. Se il titolo fosse stato "La professionalità dei docenti: un campo inesplorato" - ovvero il suo articolo, che ho letto con interesse -, avrei concordato con lei: non ci sono argomentazioni. Peccato che il titolo del mio pezzo sia un altro. Forse l'avrà letto in modo affrettato - la capisco, è metà agosto - ma ancora una volta non ha colto il tema. Che non è se e quali competenze esporre nei Tfa e se gli accademici le hanno o meno insegnate, ma semplicemente la richiesta di corsi abilitanti annuali. È una questione totalmente diversa. No? D'altra parte, se a lei sta cuore riflettere su chi e come e che cosa insegnare nel Tfa, o se vuole discettare sulla questione delle competenze potremmo parlarne diffusamente: ma in altri articoli. Lei poi dice: "abilitare ad una professione richiede la conoscenza dell'ambiente in cui il lavoratore è da collocare. È un assunto elementare che lo scritto elude": ma se proprio nel mio pezzo lamento la mancanza del tirocinio, cioè della "conoscenza dell'ambiente di lavoro". Ed anzi sottolineo che le università hanno elargito troppa teoria! Purtroppo, le assicuro, nelle aule universitarie il tema delle competenze è risuonato ma spesso solo come teoria: semmai la questione è proprio che occorre valorizzare l'esperienza dei docenti, e che possono insegnare ad insegnare coloro che già lo fanno ovvero i docenti: perché sono loro che conoscono "l'ambiente di lavoro". Mi sembra che lei abbia letto il mio articolo, avendo in testa il "suo" articolo. Se poi lei ha voluto sponsorizzare il suo pezzo, è un'altra questione. Ma non dia dell'incoerente e incapace di argomentare a chi, in parte, la pensa diversamente da lei o - più semplicemente - a chi ha scritto un pezzo su un'altra tematica. MF