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SCUOLA/ Esame di Stato 2015, come non fare (bene) il Clil

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In tutte le commissioni di tutto il nostro lungo stivale un docente di lingue straniere di solito è presente, interno od esterno che sia; come mai, dopo essersi dato da fare per aiutare il collega Dnl, soprattutto se, come accadrà spessissimo, si dovranno fare i "percorsi interdisciplinari" prospettati dall'ordinanza, non può essere individuata una sua modalità precisa di partecipazione al colloquio orale - anche lasciando al collega Dnl esterno la titolarità della valutazione finale, come previsto? 

Ad esempio si potrebbe pensare al caso di un docente di lingue esterno che interroga sull'insegnamento Clil svolto da un docente Dnl non presente in commissione, valorizzando, come da dettato dell'ordinanza, il lavoro svolto dagli studenti, oppure ad un case study sulla Egyptian revolution elaborato a partire dalla tesi di Crain Brinton in The Anatomy of Revolution (non tutto il volume, alcune parti ben individuate) presentato contemporaneamente al docente Dnl esterno e al docente di lingue interno.

Fantascienza? No, perché il mio nome è Ishmael, e questo è il racconto di quanto è già accaduto. Nel corso dell'esame di Stato 2013-14. Come diceva un certo anglista, "There are more things in heaven and earth, Horatio, / Than are dreamt of in your philosophy". Hamlet (1.5). Meno "cose" non solo nella filosofia, a quanto pare, ma anche nella testa del legislatore.

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COMMENTI
16/08/2014 - CLIL (Barbara Chierichetti)

Oggi scopro che una laurea in fisica, un esame per l'abilitazione all'insegnamento di tale disciplina oppure interminabili percorsi fatti di ssis, ed esami vari non contano nulla, basta essere laureati in lingue straniere ed improvvisamente ci si trasforma in tuttologi. Proprio in questo periodo dell'anno cade il rituale lamento che s'innalza dai media per l'inadeguata preparazione dei nostri studenti nelle materie scientifiche ed in particolare nella matematica. Pensate veramente che se spieghiamo le derivate e gli integrali in inglese le cose miglioreranno? In realtà qualsiasi insegnamento verrà penalizzato dall'uso di una lingua diversa da quella materna, tanto più che esiste anche una tradizione nazionale. È noto a tutti che l'approccio alle scienze "continentale" è diverso da quello del mondo anglosassone e qualcuno mi deve spiegare perché debba rinunciare alla mia tradizione. Se il problema è quello di migliorare la preparazione dei nostri giovani nella conoscenza delle lingue straniere fate dei corsi di più, ma non penalizzate le altre discipline. Il CLIL è nato in Canada, un paese bilingue, non mi sembra che l'applicazione di questo progetto all'Italia, che paese bilingue non è, possa sortire un effetto positivo.

RISPOSTA:

Il clil non è la panacea di tutti i mali di una didattica spesso stanca ma non è il nemico da combattere. Occorre una conoscenza non superficiale delle sue dinamiche e una scelta oculata di content. Ciò tocca al docente Del. Quanto al docente di lingue, non farà il clil e non desidera farlo, se ancora sano di mente. Ma la sua collaborazione è sia prevista che auspicabile: quel che manca è una indicazione coerente di come possa essere parte del clil team. SB