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DON GIUSSANI/ Il prof Keating e la differenza tra sogno e memoria

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Robin Williams ne "L'attimo fuggente" di P. Weir (1989)  Robin Williams ne "L'attimo fuggente" di P. Weir (1989)

Proponiamo le parole di don Luigi Giussani, tratte da "Realtà e giovinezza, la sfida" a proposito del professor Keating, il personaggio interpretato da Robin Williams ne "L'attimo fuggente" di Peter Weir (1989).

"L'insegnante nel film comunicava per pressione osmotica. Ma non c'era un'esperienza che comunicava, tanto è vero che non ne dava le ragioni. È la ragione infatti che fonda la dignità dell'esperienza e ne dà l'ossatura. Il cuore dell'esperienza è affettivo ma la struttura dell'esperienza è data dalla ragione. Quell'insegnante non ha dato una sola ragione, tutti erano commossi e tutti erano furibondi contro i genitori che avevano provocato indirettamente il suicidio del giovane mentre l'assassino era stato l'insegnante. I genitori sbagliavano ma erano molto più scusabili perché difendevano un dato, una memoria mentre quell'individuo propalava un sogno.  Dico questo perché da qualche tempo continua a ritornarmi in mente la differenza fra sogno e memoria.  Il sogno è come un impeto di energia che in modo affascinante si pone e velocemente si riassorbe e si dissolve. Invece la memoria è tutta costituita di fatti del passato che come tasselli si uniscono in un organismo che crea il presente.  Il presente è costituito di tutti i fatti del passato?"



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COMMENTI
20/08/2014 - "...l'uomo grida la sua felicità!" (Gianfranco Pellegrino)

Trovo interessante il contenuto - che non conoscevo - del commento di Giussani al film e sono stato "costretto" a rileggere il contesto in cui furono dette quelle parole nel libro: "Realtà e giovinezza. La sfida" (p.180). Grazie. Solo un appunto. Il finale della citazione però non corrisponde al testo originale e, soprattutto, non trovo quel punto di domanda che rende oscuro il senso generale del discorso. Richiamo perciò a completare correttamente il passaggio: "Il presente è costituito di tutti i fatti del passato, ma non è casuale, perché ha dentro una ragione che supera tutte le ragioni. Infatti il presente è costruito tutto di tasselli del passato, ma li eccede, ha dentro qualcosa di eccedente la somma dei dati del passato, diventa un grido: è l'uomo che grida la sua felicità."