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SCUOLA/ Viola, a volte i genitori non sono come li vorremmo

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A volte, quando va bene, lo sa essere il padre biologico, altre volte no. Per Viola padre è invece la nonna, non solo perché l'ha cresciuta e le è stata accanto, ma perché la ascolta e la guida. Padre è anche, a suo modo, Rollo, il gelataio del paese, che sa intervenire al momento giusto, che protegge senza sostituirsi.

Questo libro ci invita a considerare possibile non fissarsi a una storia famigliare nata e andata male, a confidare che si può riprendere e ripartire, senza negare il dispiacere. I ragazzi, finché stanno bene, hanno questa risorsa: sanno rivolgersi ad altri sportelli. 

Lo farà Viola decidendo di avere un futuro e non un destino. Il destino, segnato dal passato, la inchioderebbe alla malinconia e alla recriminazione; il futuro, che il passato lo giudica, apre invece al nuovo e alle sue innumerevoli possibilità. Auguriamo solo a Viola di non rinnegare questo passato, né di volerlo dimenticare. Ha solo tredici anni, e tanto tempo davanti. Speriamo usi questo tempo per recuperare ciò che le è accaduto e giudicarlo pienamente, fino ad arrivare a un apparentemente impossibile perdono. La soluzione cui arriva in fondo al libro – il padre è solo un uomo – pur nella sua verità descrittiva, è ancora incompiuta, non tiene del tutto conto di quanto sia importante quel primo uomo. Le resta ancora del lavoro da svolgere.

Le converrà farlo per non fissarsi nel rancore, ha troppo di meglio da fare. 

No Viola, non fissarti e guarda avanti. Qualcosa, però, mi dice che lo farai.



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