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SCUOLA/ Dati Invalsi, le due Italie tra egualitarismo e privilegio

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Come mettere insieme questi dati con i risultati della maturità che continuano a premiare gli studenti del Sud e soprattutto i liceali? Si tratta probabilmente non tanto di alterazioni consapevoli da parte dei docenti quanto dell'introiezione di scale di valori differenti in relazione alle aspettative degli insegnanti, che partono quindi da altezze diverse. Chiarire questo punto e renderne consapevoli i protagonisti è preliminare a qualsiasi operazione di miglioramento. Non si può migliorare se non si pensa di doverlo fare.



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COMMENTI
20/08/2014 - TERRONISMO ricorrente, sciocco, a buon mercato (Vincenzo Pascuzzi)

“Come mettere insieme questi dati con i risultati della maturità che continuano a premiare gli studenti del Sud e soprattutto i liceali?” conclude Tiziana Pedrizzi. Il riferimento - presumibilmente e al solito - è a qualche centinaio di lodi in più nelle regioni meridionali. Ogni anno, lo riportano e lo amplificano i giornali tralasciando di dire che riguarda solo qualche “permille” e trascurando gli altri 999 diplomati. Statisticamente il fatto NON esiste, ma c’è chi ha interesse a parlarne. Ne ha scritto venti giorni Rosario Salamone sul Corriere e se ne sta discutendo nel blog del Gruppo di Firenze: http://gruppodifirenze.blogspot.it/2014/08/i-cento-e-lode-e-linteresse-generale.html. Riporto da un post: 1) le lodi quest'anno sono state 3.450 su 459.474 iscritti al 5° anno, cioè lo 0,8%; la disuniformità presunta potrebbe riguardare circa la metà cioè lo 0,4% (altro che pioggia e lampascioni!); non mi sembra corretto tirare conclusioni anche per l'altro 99,6%; 2) invece che sui 100 e lode, bisognerebbe eventualmente ragionare sulle votazioni medie conseguite tenendo conto di bocciature e dispersione negli anni precedenti: 3) l'aggregazione a livello regionale è troppo ampia e risulta arbitraria anche se forse comoda statisticamente; il Salento potrebbe risultare realtà del tutto diversa dal Foggiano; 4) anche la mancata ripartizione fra tipi di scuola (licei, tecnici, professionali) distorce e altera ragionamenti e conclusioni.