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SCUOLA/ Il morbo delle graduatorie si può curare. In tre mosse

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Parlo di un fascicolo telematico vero, e non della paccottiglia spacciata per tale, e cioè di un qualcosa di dinamico, utile per tutte le fasi della carriera, con delle semplici fincature che consentano, ad esempio, la presentazione dei titoli o la scelta delle scuole o delle province senza la compilazione di umilianti modulistiche. 

Il secondo intervento è invece finalizzato a un più celere svuotamento delle graduatorie stesse e sarebbe da adottare non prima del nuovo aggiornamento: nuove classi di concorso più ampie (e la fine del "mercato delle atipicità"...) e una regionalizzazione delle graduatorie oggi provinciali (con un eventuale "recupero" nazionale, su base volontaria, in caso di mancata copertura del posto) potrebbero accelerare il processo. 

Il terzo aspetto, davvero dirimente, riguarda (paradossalmente) la regolarità nelle procedure di bando concorsuali, triennali oggi, biennali una volta che sarà emanato il regolamento previsto dalla delega Fioroni. Da un lato, bandire regolarmente concorsi offre una opportunità a tutti gli abilitati "post chiusura Gae"; dall'altro, offre a tutti coloro i quali si sono visti sfumare il ruolo, il destro di dimostrare il proprio merito e di essere immessi senza dover attendere non solo lo scorrimento della propria graduatoria, ma nuove transumanze che, immancabilmente, si verificheranno al prossimo aggiornamento, come si può facilmente prevedere da un banale raffronto dei punteggi. Proprio grazie al concorso, la mia amica L.V., in prossimità del ruolo nel 2009 e poi scivolata prima oltre la posizione 700 e poi oltre la posizione 900, rimettendosi in gioco, quest'anno conquisterà, nel Lazio, la sospirata e strameritata stabilità, e con lei centinaia di altri.

Sullo sfondo, resta la necessità di garantire la copertura "automatica" di ciascun posto vacante e disponibile con personale di ruolo, vera battaglia di civiltà giuridica e culturale.



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COMMENTI
20/08/2014 - Selezione degli insegnanti (FRANCO BIASONI)

In tutta questa discussione si dimentica che è interesse di studenti, genitori e della società fa si che per insegnare nelle nostre scuole siano scelti, per ogni scuola, i migliori insegnanti fra quelli disponibili. La bontà di ogni sistema di "reclutamento" dovrebbe essere valutata in rapporto a questo obiettivo. Naturalmente ci vuole la persona giusta al posto giusto. Non tutte le persone sono uguali e non tutti i posti. Il miglior sistema di "reclutamento" degli insegnanti è quello di farli "reclutare" dal dirigente scolastico, assistito da comitati per ogni singola disciplina, con chiamata diretta. A sua volta il DS deve rispondere del suo operato ad un Consiglio di Amministrazione eletto dai genitori della scuola. Naturalmente dopo aver abolito il valore legale del titolo di studio. L'attuale sistema è un mostro che, pretendendo di garantire tutto e tutti non garantisce nessuno. Non gli studenti, non i genitori, non la società e nemmeno gli insegnanti, come questo articolo documenta.

 
20/08/2014 - graduatorie troppo permanenti (lucia corucci)

Gent.le Redazione, ringrazio per il contributo sulla questione delle graduatorie della scuola. Aggiungo solo due osservazioni. Insegno dal 1985 (!), la nostra è stata la generazione dei concorsi ordinari, quelli banditi nel '90 e ed espletati nel '92. Ai nostri tempi i problemi erano simili: graduatorie a "fascia", attese per i ruoli.. poi è arrivata la stagione dei concorsi riservati, delle SISS, etc.. Il problema nn è, a mio avviso, nelle modalità di inserimento dei nuovi docenti. Essi, se hanno i titoli, devono poter entrare nel sistema di reclutamento e poter aggiornare i punteggi. E' il sistema a nn essere del tutto adeguato: è troppo chiuso, spesso nn valorizza il merito, nn consentendo ai DS di scegliere i docenti più bravi e più idonei. È un sistema che crea nn flessibilità ma precarietà. Oggi anche disoccupazione, a causa della situazione della scuola. Mi auguro che il ministro (in questi giorni in topless sui lidi di Marina di Carrara...) sappia valorizzare il merito dei docenti giovani che si affacciano all'insegnamento, senza dimenticare i cd. precari storici, anche essi validi educatori. Grazie Lucia Corucci

 
20/08/2014 - gerarchizzare i problemi (enrico maranzana)

I lacci e il laccioli impedivano ai contemporanei di Alessandro Magno di cogliere il senso del problema e, analogamente, non consentono di inquadrare la questione educativa: che senso ha riflettere sulle procedure di selezione del personale se ci si dimentica la finalità del sistema scolastico? Che senso ha spendere energie su un sottoproblema che nasce da una situazione indefinita? Il superamento della confusione concettuale/terminologica che caratterizza il mondo scolastico è il primo tassello del percorso risolutivo: emblematico il glossario proposto dal ministero nel 2010 che trascrive definizioni europee trascurando il fatto che l’orizzonte del sistema educativo diverge sostanzialmente da quello comunitario.