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SCUOLA/ Gran Bretagna, quando i prof sono trattati da professionisti

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Quanto agli insegnanti, sono scelti direttamente, fra gli abilitati che hanno fatto domanda presso la scuola: è una commissione interna, presieduta dal preside, che provvede a scegliere i candidati ritenuti più idonei. Il vaglio non prevede un esame delle loro conoscenze, ma un colloquio sui loro orientamenti pedagogici, sui loro metodi di insegnamento e sulle tecniche di gestione d'aula. Il contratto che viene stipulato li lega alla singola scuola, non al sistema. Se vogliono cambiare scuola, devono ricandidarsi altrove ed essere scelti.

Il finanziamento statale è accordato, nella stessa misura, anche alle scuole che noi chiameremmo paritarie: cioè quelle scuole gestite da privati o da fondazioni (per lo più religiose) che si impegnano a seguire il National Curriculum e ad accettare i controlli sui risultati previsti per le scuole statali.

Tali controlli sono duplici ed entrambi stringenti: i test nazionali sugli apprendimenti, che riguardano tutti gli alunni al termine dei 4 periodi-chiave, e le ispezioni dell'Ofsted, approfondite e severe, che hanno luogo per tutte le scuole, ad intervalli compresi fra i due e i quattro anni. Sia i risultati dei test che i rapporti ispettivi sono pubblici e disponibili per tutti, a cominciare dai genitori degli alunni.

Ogni volta che si parla di questa realtà – che riguarda peraltro, con varie sfumature, buona parte dei sistemi di istruzione del nord Europa e del resto del mondo – gli osservatori italiani la giudicano improponibile: come evitare che l'assunzione diretta alimenti il clientelismo e la corruzione? e come garantire l'equità e la tenuta del sistema nazionale se ogni scuola può fare come vuole?

I sudditi di Sua Maestà non sono superuomini né angeli in terra: vivono però in un sistema che li considera maggiorenni e responsabili. Fuor di metafora, non pretende di dettar loro ogni singola scelta né di spiegare come debbano fare il proprio lavoro: in compenso fa fino in fondo il suo. E quindi fissa in anticipo e in modo chiaro cosa si aspetta ed a quali scadenze; assegna risorse in misura uguale a tutti coloro che si impegnano a svolgere il servizio pubblico a quelle condizioni (compresi i privati); verifica con rigore che gli impegni siano stati mantenuti.

Detto in termini diversi: a garantire la qualità e la tenuta dei sistemi è una buona valutazione degli esiti reali e non l'asfissiante controllo procedurale in itinere: soprattutto quando – come da noi – si accompagna ad una distratta indifferenza al termine del percorso. Un sistema che diffida per principio delle qualità etiche e professionali dei propri dirigenti e dei propri docenti difficilmente riuscirà a migliorare la qualità della propria scuola.



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COMMENTI
21/08/2014 - Il fondamento della professionalità (enrico maranzana)

1988 in Inghilterra “Gli obiettivi sono definiti in termini di competenze” riproponendo quanto nel 1979 era stato scritto nei programmi della scuola media [In rete “Riformare la scuola media:perché?]. La domanda è: perché gli esiti sono così dissimili? “I sudditi di Sua Maestà vivono in un sistema che li considera maggiorenni e responsabili”, dei professionisti che onorano il mandato ricevuto. In Italia i decreti di riordino della scuola secondaria del 2010 sono fondati sulle raccomandazioni del Parlamento europeo; tra queste la definizione di competenze spicca per importanza. Nessuno però si è accorto [professionalità?] che la traduzione dalla versione inglese è viziata dall’uso del linguaggio comune a discapito di quello scientifico [Bandura, Vygotsky]: ‘competence’ means the proven ability to use knowledge, skills and personal, social and/or methodological abilities, in work or study situations and in professional and/or personal development”. Il testo originario non utilizza la categoria “capacità”, introdotto nella versione italiana sovrapponendo e confondendo il momento della progettazione educativa con quello del relativo monitoraggio. Un vero disastro: le capacità sono l’oggetto della funzione docente, la cartina di tornasole della attività scolastica. Esse rappresentano la finalità del sistema scuola, espressione di un concetto generale, astratto e articolato, che identifica un processo, che è un indicatore di percorso, che è la stella polare dei naviganti.