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SCUOLA/ Riforma, 6 punti per uscire dalla crisi

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Il ministro dell'Istruzione  Stefania Giannini (Infophoto)  Il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini (Infophoto)

- ricaduta sul territorio nazionale: tra il 19 agosto 2013 e il 7 maggio 2014, i formatori di Diesse hanno dato vita a loro volta a 93 eventi formativi in presenza o in web-conference, in molte occasioni anche con la collaborazione di alte personalità del mondo accademico italiano e internazionale. Sono state registrate 3.242 presenze da quasi tutte le regioni del paese, con costi totalmente a carico dei singoli partecipanti. 

Non vogliamo farci pubblicità (sappiamo che esistono tante altre realtà associative che percorrono sentieri analoghi), ma proponiamo che si torni a guardare all'associazionismo professionale della scuola come ad un esempio di libera iniziativa di soggetti vivi che nella società civile ridestano il desiderio di tanti ad essere protagonisti: dunque una risorsa sulla quale vale la pena investire. 

Ciò che ci interessa è un dialogo costruttivo che, riconoscendo e valorizzando le esperienze in atto, ponga al centro il bene di chi quotidianamente vive e lavora nella scuola italiana.

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COMMENTI
25/08/2014 - Sono un programma su cui puntare! (Gianni Mereghetti)

Sono un programma su cui puntare, bisogna verificare la realizzabilità passo dopo passo per una scuola che veda sempre più al centro insegnanti e studenti, uniti da un comune impegno per l'educazione. La questione è decisiva, o la scuola italiana cambia oppure torna indietro e per cambiare basterebbe applicare la legge dell'autonomia e della parità. E' d'accordo anche il ministro, stiamo a vedere, perché proprio per questa, che è la madre di tutte le riforme, occorrono investimenti ad hoc. E' quello che verificheremo presto!

 
25/08/2014 - commento (francesco taddei)

il ministro al meeting imbonisce la folla, e fa lo stesso con chi al pensa diversamente. si chiama tenersi la poltrona, come hanno fatto tutti i suoi predecessori.