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SCUOLA/ Giovani e lavoro, due proposte per andare oltre i tweet (anche al Sud)

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Per questo proponiamo di promuovere una proposta per strutturare percorsi di apprendistato incardinati nell'ambito dei percorsi triennali e quadriennali di IeFP; si tratterebbe di modificare la struttura del terzo e del quarto anno e di prevedere, dopo il conseguimento della qualifica o del diploma professionale, la possibilità di prosecuzione del percorso in apprendistato professionalizzante. Il modello (che ricalca quello previsto dall'accordo 17 febbraio 2014 Enel-Governo) prevedrebbe un'attività di tirocinio seguita dall'assunzione in apprendistato per il conseguimento della qualifica e/o del diploma professionale. Durante il periodo di apprendistato gli allievi dovrebbero svolgere attività formativa sia presso l'ente formativo (400 ore) sia presso l'impresa (590), il contratto di apprendistato attivato dall'impresa sarebbe a tempo parziale e l'esame di qualifica o di diploma si svolgerebbe nell'ambito delle sessioni ordinarie degli esami dei percorsi IeFP regionali. Successivamente alla conclusione del periodo di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale (art. 3 del DLgs 167/2011), l'impresa avrebbe la facoltà di stipulare un nuovo contratto di apprendistato professionalizzante (art. 4 del D.Lgs 167/2011)  contratto che  potrebbe avere durata massima di 24 mesi.

Anche in questo caso si potrebbe partire in via sperimentale con un numero predeterminato di apprendisti. 

Queste due proposte sono un tassello fondamentale per la costruzione di un vero sistema duale, altro argomento di cui tanto si parla e, purtroppo spesso, con scarsa cognizione di causa, cercando di scimmiottare sistemi come quello tedesco senza aver coscienza ad esempio della diversità delle dimensioni medie delle nostre imprese, della tradizione di relazioni sindacali, dei rapporti tra pubblico e privato.

Non resta che augurarci  che l'annunciato  programma per il rilancio della scuola e dei sistemi educativi previsto per il 29 agosto, contenga e contempli l'impegno per lo sviluppo del sistema formativo nel nostro paese e che il semestre europeo a presidenza italiana sia l'occasione per uscire dal limbo. Senza questo impegno e questo coraggio i giovani resteranno privi di una grande opportunità.

Certo la strada e complessa, ma è possibile. D'altra parte i  "tweet" sono simpatici, a volte utili per lanciare un messaggio culturale, ma non bastano per "cambiare verso"all'Italia ne per creare per occupazione.



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