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SCUOLA/ Lezione di storia, parlano gli uomini di Urkesh

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Bassorilievo dell'età mesopotamica (Infophoto)  Bassorilievo dell'età mesopotamica (Infophoto)

Poi ecco che arrivano le scoperte legate alla Siria e al sito di Urkesh, antica città dell'ancora sottovalutata (nei libri di storia) civiltà degli hurriti. Cosa hanno a che fare con noi questi anatolici che iniziarono a costruire una civiltà sei millenni di anni fa? La mostra suggerisce che mentre l'uomo di Dmanisi (più propriamente un "ominino") esprimeva la propria solidarietà entro piccoli gruppi basati sulla conoscenza personale reciproca, la città (come Urkesh) introduce un nuovo modo di vivere insieme: ci si sente solidali all'interno del gruppo anche senza conoscersi. Nasce poi la scrittura, l'uomo si rappresenta nell'arte, esprime nel palazzo e nel culti della regalità il proprio legame con il cielo. La società determina anche funzioni all'interno dei raggruppamenti. Ogni individuo occupa una casella funzionale che esige un controllo dall'alto, qualcuno che comandi, e nello stesso tempo si esplica in impressionanti forme di controllo della natura (le imponenti strutture architettoniche delle civiltà mesopotamiche, da quella accadica a quella sumerica, non esclusa appunto quella hurrita). Ma l'uomo non è naturalmente buono e molto presto cominciano i guai. La funzionalizzazione dell'esistenza astrae dalla singola individualità, per cui la spersonalizzazione genera la schiavitù. Se la specializzazione fa nascere da una parte il dominio tecnico, dall'altra macina quella che noi oggi, figli dell'evento cristiano, comprendiamo essere una ingiustizia: l'asservimento di alcuni al potere di altri. È però anche storia dei giorni nostri, che in alcuni casi hanno dimenticato Cristo. Ma gli antichi desideravano, e forse a noi questo manca. E costruivano le città e i templi come montagne (Urkesh nacque come montagna). Perché? Sono le montagne del nord, quelle su cui camminava il dio Kumarbi di Urkesh, così come lo descrivono i miti. L'uomo antico lottava con la natura e desiderava delle altezze, finché nel tempo, possiamo dire noi, il mistero si è manifestato. Ma questa è un'altra storia, che però prosegue, mirabilmente, quell'antica vicenda di cui ci parla la bellissima mostra. 



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