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SCUOLA/ La seduzione non basta: i giovani e la "trappola" di Kierkegaard

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Antonio Canova, Amore e Psiche (Immagine d'archivio)  Antonio Canova, Amore e Psiche (Immagine d'archivio)

Confrontarsi con lui su questo terreno ha voluto dire confrontarsi con i suoi maggiori traduttori e interpreti. L'approccio a Kierkegaard è molto cambiato dal 1972, quando usciva la prima raccolta delle Opere a cura del padre Cornelio Fabro, poi con Remo Cantoni, traduttore (laico) del Diario del Seduttore, ad oggi con Gianni Garrera, che ha tradotto le Lettere del Fidanzamento e collabora alla nuova edizione del Diario. Si può dire che il paradigma interpretativo della rottura del fidanzamento con Regine sia stato capovolto, e quello che veniva presentato come una forma (per quanto paradossale) di amore, viene riletto come un inganno fin da principio. Nel libro ho seguito questa seconda pista, che mi ha portato ad una visione d'insieme più coerente del corpus delle opere estetiche col resto dell'opera di Kierkegaard.

 

La dimensione di apertura alla religiosità che manteneva Kierkegaard si è quindi dissipata scomparendo del tutto, oppure si è trasformata in qualcosa d’altro?

 Lo stadio estetico, con i suoi bagliori di seduzione e godimento e lo stadio religioso, con la sua promessa di salvezza per ogni singolo, sono gli unici ad avere per Kierkegaard un vero interesse… Me ne sono occupato soprattutto cercando di lasciare spazio ai testi: alle sue parole, alle sue frasi, alle freddure, all'ironia, alle contorsioni linguistiche e concettuali. Kierkegaard è un virtuoso della penna! Da questo punto di vista il lettore non resta mai deluso. Il problema, tuttavia, è che Kierkegaard non ci ha creduto: non ha avuto fede! Neppure nella sua vocazione di scrittore. In fondo il suo rapporto con il credere si può "stringere" su questo punto: si può credere? L’esperienza è credibile? Ci si può consegnare con fiducia a una voca-(a)zione… oppure quale che sia la scelta l'esito è già segnato: "fidatevi di una ragazza: ve ne pentirete. Non fidatevi… ve ne pentirete ugualmente. O che vi fidate o che non vi fidate ve ne pentirete ugualmente!".

 

Oggi, di fronte ad una inconsistenza dei rapporti tra uomo e donna (che non durano più, per i più) cosa ci dice la storia di Regina e Soren?

 Che la seduzione da sola non basta. Quella che Kierkegaard attua con Regine e da cui Regine si lascia intrappolare è una seduzione (per quanto sui generis). Se-durre è portare un altro dalla propria parte, ingaggiarlo per un compito, in-vogliarlo, con-vocarlo per un lavoro i cui frutti sono di comune godimento. Qui il tema del godimento rientra in gioco, ma in chiave giuridica, secondo l'importante precisazione del discorso lacaniano sul godimento fatta da Giacomo B. Contri. Per dirla ancora con uno degli aforismi con i quali Contri ricapitola il tema godimento e rapporto sessuale: quello che c’è di irrinunciabile è la sigaretta che i due amanti si fumano dopo. Metafora che non ha bisogno di spiegazioni, anche per i non fumatori. Giacché se non combineranno qualcosa di buono dopo, potranno dire addio anche a quell'effimero, ma non per questo disprezzabile, godimento.

 

Perché il pensiero di Kierkegaard incanta tanto gli studenti?



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