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SCUOLA/ Perché i classicisti non dovrebbero insegnare italiano anche nel triennio?

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Per concludere torniamo alla nota del MIUR. Il vero problema nella precisazione del ministero mi  sembra un altro. Si è cercato di mettere un po' di ordine in una situazione in atto da anni:  visto il calo di iscrizioni al liceo classico ed il taglio di ore di latino allo scientifico molti insegnanti modernisti (di classe 051: italiano e latino al liceo scientifico) sono stati spostati nel liceo classico, bloccando di fatto lo scorrimento in graduatoria dei classicisti  (052), spesso lasciando a questi ultimi solo l'insegnamento per cui hanno un'abilitazione specifica (greco). Ora potrebbe essere necessario  che classicisti vengano promossi sul campo docenti di lingua e letteratura italiana per ragioni di gestione dell'organico (cioè per dare un posto a persone che hanno fedelmente servito la scuola). Operazione analoga a quella che è successa per la primaria dove, per realizzare l'obiettivo dell'inglese insegnato a tutti, non potendo sostenere il costo di insegnanti specialisti sono state  promossi sul campo come insegnanti di lingua maestre prive della specifica competenza.

Se fosse così si tratterebbe non di una questione di curriculum, di classicisti, modernisti ecc., ma semplicemente di un atto amministrativo per la gestione dell'organico. Ben altra cosa! 



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COMMENTI
04/08/2014 - C'è un po' di confusione.. (Franco Labella)

Pur non essendo il mio ambito ho letto con attenzione ed interesse il lungo articolo di Lamagna che mi pare oscillare, però, tra premesse teoriche accettabili e conclusioni decisamente meno condivisibili. La chiusa finale, la chicca, è lo spregiativo riferimento all'atto amministrativo che parrebbe essere, nella logica dell'autore, meno significativo e utile di criteri di scelta per la verità piuttosto oscuri e contraddittori non si capisce sussunti in quale cornice di riferimento. Per Lamagna il curriculum universitario no o per lo meno non solo. E' una solfa già sentita ed è quello che ha consentito ai docenti di Lettere come Lamagna di essere considerati, all'inizio addirittura i soli, in grado di insegnare la disciplina fantasma e cioè Cittadinanza e Costituzione. Per "fortuna" di famiglie e studenti è una disciplina fantasma e senza valutazione in pagella. Poi bontà loro e dopo un po' di battaglie si sono ricordati dei colleghi di Discipline giuridiche.... Ovviamente Lamagna mi perdonerà se faccio osservare che come laureato in Lettere non ha sostenuto uno che sia uno esame di Diritto. Ma tornando all'idea piuttosto singolare di una valutazione di esperienze e percorsi personali, non viene a Lamagna il dubbio che così non si costruisce alcun criterio ma solo arbitrarietà, scelte non omogenee ed in buona sostanza niente altro che l'italica improvvisazione? L'esatto contrario, cioè, di regole certe applicate in maniera omogenea su tutto il territorio nazionale.