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RIFORMA PENSIONI / Quota 96 e quei presidi 'esodati' dalla scuola

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Sembra che ancora una volta non si voglia considerare una situazione paradossale e, a dir poco, indegna di un Paese civile che più volte segnalata: la prospettiva realistica di 1.200 + 180 + 475 = 1.655 scuole su 8.038 (cioè il 20%) senza dirigenza autonoma per il prossimo anno scolastico! È questa la centralità che si vuol dare alla scuola pubblica di cui si è fatta paladino in questi mesi il premier Renzi e il suo Governo? Possibile che il mero calcolo economico taglieggi, ancora una volta, un servizio così decisivo come la scuola senza una seria presa di posizione del ministero dell’Istruzione?

Due pesi, due misure: a scuola 4.000 addetti che hanno - di fatto - maturato il diritto al pensionamento. A casa 180 presidi disposti a offrire la loro competenza per continuare a  reggere, con cuore e professionalità, le proprie scuole (e in molti casi anche altre scuole loro affidate in reggenza!). Il paradosso è che, con la riforma del titolo V della Costituzione, dal 2001 le istituzioni scolastiche vengono definite “autonomie”: peccato che a nessuno importi che il 20% di queste “autonomie” sia senza guida…autonoma.

Mentre una grande nave da rottamare come la Concordia riceve tante cure e attenzioni, la grande Nave dell’Istruzione naviga a vista, come in un “esodo” ineluttabile, nell’indifferenza dei più. E di questi tempi di emergenza educativa e culturale non è proprio una bella notizia.

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COMMENTI
08/08/2014 - senza parole (Maria Rizzuto)

Sono senza parole, essendo un'idonea lombarda sono coinvolta direttamente e mi chiedo come sia possibile che si chieda la deroga ad una riforma che ha l'obiettivo di immettere nuove leve nella classe dirigente!