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SCUOLA/ Risultati Invalsi: perché non fare del Sud (e della Sicilia) un "caso" interessante?

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Il divario maggiore fra le macro-aree Nord-Ovest e Nord-Est e il resto dell’Italia si evidenzia soprattutto nell’istruzione tecnica, dove gli istituti di queste due aree, ma in particolare quelli del Nord-Est, ottengono risultati, in Italiano e in Matematica, in linea o superiori a quelli dei licei delle altre parti del Paese. Alla più bassa prestazione della macro-area Sud nella scuola secondaria di I e II grado contribuisce soprattutto la Campania; nell’area Sud e Isole la Sicilia, che ottiene in entrambe le prove e in tutti i livelli scolari, con l’eccezione della prova di Matematica in II primaria, punteggi significativamente inferiori alla media nazionale.

Ci risiamo, dunque: anche quest’anno la Sicilia si distingue per gli scarsi livelli registrati, i peggiori in assoluto a livello nazionale in Italiano e Matematica per la II e la V primaria, per l’Italiano della classe terza di I grado e la classe seconda del II grado (insieme alla Calabria). Per la Matematica, il primato ‘negativo’ del II grado, quest’anno, è della Sardegna.

Più precisamente, in seconda superiore, lo scarto rispetto alla media nazionale del punteggio delle due macro-aree meridionali e insulari, presenta delle differenze che, sebbene diminuite di qualche punto rispetto alla precedente rilevazione, appaiono ancora considerevoli. A questo livello scolare la differenza in Italiano e in Matematica tra la regione con il risultato più alto (la provincia di Trento) e quelle con il risultato più basso (Sicilia e Calabria) è di 27 punti nel primo caso e di 40 punti nel secondo.

Tutto qua? No. Almeno due dati meritano interesse per osservare il quadro in modo più approfondito: la cosiddetta ‘distribuzione’ dei punteggi e i risultati dei diversi indirizzi scolastici del II grado.

La distribuzione dei punteggi è una delle variabili che permettono di operare un paragone interno alla macro-area e, quindi, di incrociarne il dato che la colloca rispetto alla media nazionale con quello interno alla macro-area stessa. Essa si presenta particolarmente disomogenea al Sud e Sud e Isole, dove la dispersione dei punteggi tra le scuole risulta maggiore rispetto alle macro-aree più virtuose, aumentando progressivamente dalla primaria alla secondaria di I grado. Il Rapporto definisce, perciò, il sistema di istruzione nelle regioni meridionali e insulari non solo meno efficace - rispetto alla media nazionale - ma anche meno equo al suo interno. Questo è un punto di notevole interesse, poiché fino ad ora questa ‘non equità’ è stata sempre considerata come tratto distintivo del Sud/Sud e Isole verso il Nord. Per dirla in altri termini: finora abbiamo pensato che il Paese Italia soffre ‘dispersione’ di punteggi causata dal Meridione. Ora, invece, pare che il Rapporto rilevi la realtà di un’offerta formativa che raggiunge risultati marcatamente diversi anche in una stessa macro-area meridionale.  E tali differenze sono più forti proprio nelle macro-aree con risultati più scarsi. Che significa?



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