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SCUOLA/ Risultati Invalsi: perché non fare del Sud (e della Sicilia) un "caso" interessante?

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Come ogni anno, lo scorso 10 luglio l’Invalsi ha pubblicato il Rapporto sulle Rilevazioni Nazionali degli Apprendimenti dell’anno scolastico appena conclusosi (www.invalsi.it). I dati riguardano gli apprendimenti di Italiano e Matematica in tutte le scuole del Paese, statali e paritarie (circa 13.200), e tutti gli studenti (2.287.745) dei quattro livelli scolari interessati, ossia classe II e V della scuola primaria, classe II della scuola secondaria di secondo grado e classe III della scuola secondaria di primo grado (Prova Nazionale). Quest’anno, per la prima volta, le rilevazioni non hanno coinvolto la classe I secondaria di primo grado, prova ritenuta ridondante rispetto a quella di V primaria utile a svolgere anche la funzione di prova d’ingresso alla secondaria di I grado.

Il Rapporto, lo ricordiamo, si basa sui risultati di un campione. Giusto per avere un’idea: le classi campione - dove la somministrazione delle prove è stata seguita da un osservatore esterno, per la Prova Nazionale di III secondaria di I grado il presidente di commissione - sono 1.468 su 29.719 totali per la II primaria, 1.468 su 29.685 per la V primaria, 1.418 su 29.462 per la III secondaria di I grado e 2.256 su 26.540 per la II secondaria di II grado. I dati restituiti dal Rapporto non sono dunque esaustivi, poiché sono in corso di elaborazione quelli che verranno restituiti alle singole scuole nel mese di settembre. Tuttavia merita l’interesse di insegnanti, genitori e dirigenti scolastici, oltre che decisori politici.

Il quadro riguarda l’Italia – divisa nelle cinque macro-aree Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Sud e Isole - , le singole Regioni e, per il II grado, i diversi indirizzi di studio. A differenza delle rilevazioni precedenti, emergono minori differenze territoriali per la scuola primaria che, infatti, registra un avvicinamento delle due macro-aree del Nord-Ovest e del Nord-Est da una parte, di Sud e Sud e Isole dall’altra. Queste ultime hanno punteggi generalmente un po’ più bassi rispetto a quelli delle macro-aree settentrionali; tuttavia solo nella prova di Italiano di V primaria il Sud e Isole registra un risultato significativamente inferiore a quello dell’Italia, mentre in tutti gli altri casi non emergono differenze statisticamente significative. Tuttavia le differenze divengono marcate e sempre più visibili nel passaggio ai livelli scolari successivi.



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