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SCUOLA/ Genitori e docenti, le prime vittime del Mostro

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Il ministero dell'Istruzione (Infophoto)  Il ministero dell'Istruzione (Infophoto)

I collegi dei docenti, cioè l'insieme degli insegnanti che condividono la responsabilità di educare ed istruire gli alunni di una scuola, e i consigli di classe, formati dagli insegnanti che condividono la responsabilità di educare e istruire gli alunni di una classe, sono formati a caso o in base a dinamiche che poco hanno a che fare con lo scopo di una scuola. 

Gli insegnanti che ne fanno parte spesso hanno visioni del mondo e della professione  molto diverse e di conseguenza i rapporti sono di estraneità, quando non sono apertamente conflittuali. Il dirigente scolastico per coordinare il lavoro di collegi di docenti e consigli di classe ha dalla sua solo la normativa burocratica e la sua autorità morale (quando c'è ed è riconosciuta). Non c'è da stupirsi se un lavoro delicato e molto impegnativo svolto in queste condizioni diventi particolarmente usurante e il singolo insegnante  spesso si scoraggi. 

C'è poi il problema del "reclutamento". Una gran parte degli insegnanti è ancora un "precario" a quarant'anni. Viene assunto a settembre e licenziato a giugno e cambia scuola ogni anno e si arriva al "ruolo" solo dopo molti anni, in genere in modo fortunoso, a seguito di "posti in graduatoria" conseguiti per anzianità o per la partecipazione a concorsi che vengono banditi raramente, a cui partecipano decine di migliaia di aspiranti, che si concludono dopo anni e sono funestati da parecchi ricorsi ai Tar (a questo proposito, non resta che aspettare per capire che cos'ha in serbo il governo Renzi).

Cosa fare per aiutare i genitori e insegnanti ad accrescere la loro capacità educativa così compromessa dall'organizzazione scolastica attuale? 

Due cose. Primo: rendere le singole scuole realmente autonome, cioè far si che possano disporre direttamente di tutto ciò che serve loro per funzionare (personale, edifici e attrezzature). Secondo: affidare la responsabilità della loro gestione ad un consiglio di amministrazione i cui membri (che non devono essere genitori della scuola) siano eletti dai genitori della scuola ogni due anni.

Il primo punto è già condiviso da molti studiosi. Il secondo non è stato avanzato da nessuno eppure è un punto fondamentale. Cerco di darne le ragioni. I genitori sono stati emarginati da una scuola che funziona sostanzialmente a prescindere da loro: su ciò che si insegna, su come si insegna, su chi insegna, su dove si insegna i loro desideri e i loro bisogni non contano niente, eppure la Costituzione riconosce loro il diritto e impone loro il dovere di "educare e istruire i figli" (art. 30) forse non a caso. Se non si esercita una funzione, l'organo dedicato dopo un po' si atrofizza. Così è successo alla capacità educativa di moltissimi genitori a loro insaputa.  



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