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SCUOLA/ Abravanel: Renzi, blitz "elettorale" da 28mila assunti senza merito

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Il Consiglio dei ministri ha autorizzato l'assunzione a tempo indeterminato di 15.439 insegnanti e 4.599 ausiliari tecnico amministrativi. Approvata anche l'assunzione di 13.342 insegnanti di sostegno e di 620 dirigenti scolastici. I candidati saranno scelti sulla base delle graduatorie provinciali, e i posti disponibili saranno ripartiti al 50% tra le due diverse graduatorie. Si tratta della prima tranche di assunzioni previste dal governo Renzi, che nel piano scuola ha programmato l'ssunzione di 150mila precari. Ne abbiamo parlato con Roger Abravanel, editorialista del Corriere della Sera.

 

Che cosa ne pensa di questa prima infornata di assunzioni approvata dal governo?

Questa iniziativa sarà certamente un successo per Renzi dal punto di vista elettorale, ma non produrrà reali benefici per studenti e famiglie. L'obiettivo del premier è stabilizzare i precari, un problema che dura da 15-20 anni, e che si è accumulato perché lo Stato da tempo non fa i concorsi. Al termine dei corsi di formazione, questi insegnanti non sono mai stati regolarizzati e sono rimasti come precari anche se in realtà facevano spesso un lavoro a tempo pieno.

 

Come valuta le motivazioni con cui Renzi ha giustificato la sua scelta?

L'impegno del governo serve certamente a stabilizzare i precari, anche perché ci troviamo da tempo ad avere a che fare con crescenti proteste. Nello stesso tempo Renzi ha spiegato che, mettendo i docenti nell'organico, non ci saranno più problemi in aula e non mancheranno più i professori. Invece tutti i dati dimostrano che anche dopo i tagli della Gelmini, in Italia il numero di insegnanti per studenti è superiore alla media Ocse. Non è quindi vero che mancano gli insegnanti, è vero invece che c'è un problema di disorganizzazione e frammentazione. Assumere degli insegnanti non è dunque nell'interesse delle scuole.

 

Quali problemi sono lasciati fuori dalla riforma?

Il problema più grave è che la riforma non affronta il nodo della meritocrazia. Il vero problema della scuola italiana è la qualità dei docenti, che è molto variabile tra Nord e Sud, e da scuola a scuola, come testimoniato dai test Ocse-Pisa e anche dallo stesso Invalsi. Questo problema si affronta solo attraverso la valutazione delle scuole.

 

Che cosa ne pensa dell'autovalutazione?



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COMMENTI
12/09/2014 - Luoghi comuni e basta (Khan Kubla)

Sono incredulo nel leggere una serie così lunga di luoghi comuni sulla scuola, tutte affermazioni facilmente contestabili e basate su dati parziali e interpretazioni semplicistiche. E' evidente che l'esperto di meritocrazia non si merita proprio di poter scrivere di scuola sulle pagine di prestigiosi giornali nazionali. Concordo, però, sul fatto che l'investimento andrebbe fatto per valorizzare chi nella scuola ci lavora già stabilmente (con uno stipendio estremamente più basso degli altri paesi dell'Europa occidentale) piuttosto che dilatare enormemente l'organico. Parte delle assunzioni sarà infatti finanziata attingendo al già magro stipendio degli insegnanti di ruolo attraverso la soppressione degli scatti d'anzianità (presenti in quasi tutti i paesi dell'OCSE, tra l'altro).

 
11/09/2014 - che ignoranza! (Alberto Simonini)

Mai visto tanta ignoranza! Come fa uno del genere a scrivere sul corriere? Lo sa che il provvedimento in questione è la ratifica di assunzioni già fatte? Lo sa che la metà di quelle assunzioni sono state fatte in seguito ad tanto invocato (dall'autore) concorso pubblico? Lo sa che per accedere alle ssis era necessario superare una dura selezione? Lo sa che nelle gae ci sono persone che oltre alla selezione siss hanno pure superato il concorso 2012 e che per un pasticcio del miur non sono state ancor assunte? Viene il sospetto che l'intervistato ignori totalmente il significato della parola merito. Basta dare la parola a chi non conosce la scuola.

 
11/09/2014 - Roger Abravanel non ha mai insegnato per il Miur (Vincenzo Pascuzzi)

1) Roger Abravanel non ha esperienza diretta di scuola, né ha mai insegnato per il Miur. Non ha idea di cosa sia una 1ª classe Ipsia con 30-32 alunni; irreale la sua affermazione: “Non c'è correlazione tra la dimensione delle classi e i risultati”. 2) “la riforma non affronta il nodo della meritocrazia”. Di merito e valutazione la c.d. “buona scuola” ne parla in particolare alle pagg. 48, 49, 50, 53, 54, 55, 65, 66. Le due questioni sono poste in termini generici e lasciano pensare all’uso di test tipo Invalsi. Da notare che le prove tipo Invalsi, già da anni, sono messe in discussione e abbandonate dai paesi che le hanno introdotte per primi. 3) Non vere le affermazioni: “in Italia il numero di insegnanti per studenti è superiore alla media Ocse” (ci sono inclusi gli insegnanti di sostegno e gli irc), “i nostri insegnanti lavorano meno degli altri” (?!), “la media delle classi non è più alta” (?!). 4) L’ultimo concorso l’ha fatto il ministro Profumo nel 2012. 5) Link: a) Troppi alunni per classe http://www.orizzontescuola.it/news/troppi-alunni-classe-e-stipendi-bassi-dirlo-leuropa ; b) Tutti i mali della scuola http://news.panorama.it/cronaca/Tutti-i-mali-della-scuola-italiana ; c) Prove Invalsi? L’Europa le sta abbandonando. http://noisiamolascuolapubblica.wordpress.com/2011/05/02/prove-invalsi-leuropa-le-sta-abbandonando/ ; d) Italia unico Paese a tagliare sulla scuola http://www.tuttoscuola.com/cgi-local/disp.cgi?ID=34077 .