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SCIOPERO SCUOLA/ Domani la protesta di insegnanti e precari davanti al Miur: info e orari. Mercoledì 17 settembre 2014

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SCIOPERO SCUOLA, INSEGNANTI E PRECARI PROTESTANO MERCOLEDI' 17 SETTEMBRE - E’ in programma domani, mercoledì 17 settembre 2014, lo sciopero nazionale indetto da Unicobas Scuola a cui prenderà parte anche il Coordinamento nazionale TFA. La manifestazione di protesta inizierà alle ore 9 davanti alla sede del Ministero dell’Istruzione in viale Trastevere a Roma ed è stata organizzata il "primo giorno nel quale saranno aperte tutte le scuole del Paese". I sindacati puntano il dito contro il "devastante" piano scuola del governo che "prevede la scomparsa della titolarità giuridica di istituto", sostituita con un "limbo" di una rete di scuole dove i docenti dovrebbero essere utilizzati "come tappabuchi". Gli insegnanti italiani, fa sapere ancora Unicobas, "sarebbero così in balia dei giudizi dell'onnipotente Dirigente Scolastico (cosa che non succede in nessun paese del mondo)". Renzi sostiene anche di abolire così la "supplentite", ma "anche questo è falso", scrive il sindacato: per farlo, infatti, "dovrebbe creare un vero organico funzionale, prevedendo una percentuale maggiorativa del 10% rispetto al totale degli organici, da assegnare ad ogni istituto per le sostituzioni e per l’arricchimento dell’offerta formativa". Invece Renzi "prevede la mera copertura del turn-over e dei buchi d’organico creati negli ultimi 20 anni. In realtà precari diventeranno tutti gli insegnanti, con un aumento delle ore di docenza 'gratis et amore dei' per coprire le supplenze e dimostrare alla Corte di Strasburgo che le assunzioni sarebbero meno del dovuto: questa è la vera preoccupazione di Renzi, ché altrimenti non avrebbe pensato neppure lontanamente ad una campagna di assunzioni". Unicobas Scuola quindi conclude: "Eccezion fatta per i 28 mila precari la cui regolarizzazione è stata autorizzata dal Consiglio dei Ministri, gli altri 129.000 indicati da Renzi resterebbero appesi anni ad una mera promessa senza coperture economiche, mentre è certa la sparizione di tutti quelli (altri 150.000) che non sono nelle graduatorie ad esaurimento".



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