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SCUOLA/ Precari, perché Renzi non ha fatto un "censimento"?

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In realtà faccio fatica a vedere come gli scatti per il merito, che i docenti prenderanno solo dal 1° gennaio 2019, si concilino con un "nuovo stato giuridico", mentre il Piano non accenna a figure intermedie. Siamo rimasti ancora alle figure strumentali e si prevede solo il docente mentor. Nessun riferimento ad uno staff di presidenza o ad altri ruoli funzionali al sistema. Mi pare un grande appiattimento verso il basso: un unico "stato giuridico" con piccole differenziazioni. Per riconoscere il valore di tanti bravi insegnanti e far recuperare ai docenti il prestigio sociale di un ruolo così importante non bastano 60 euro, serve invece una vera carriera, serve riconoscere ruoli organizzativi: questo sarebbe un vero cambiamento.

Si vuole premiare il merito, dicendo stop ai meccanismi basati sull'anzianità. Non le pare ora?
Ad oggi l'unico progetto volto a premiare gli insegnanti migliori è Valorizza dell'ultimo governo Berlusconi. Come sempre noi apriamo la strada: speriamo che ora si continui davvero in questa direzione. Molti professionisti vengono valutati, anche i medici, perché non dovrebbero esserlo i docenti? Io stessa, quando insegnavo latino e greco, avrei voluto essere valutata per il lavoro svolto, per l'impegno speso per i miei ragazzi, per le capacità didattiche.

Cosa pensa dell'autonomia scolastica così come viene prospettata nel documento?
Autonomia significa un sistema adeguato di gestione, valutazione, governance, responsabilità e trasparenza, ma mi sembra un'autonomia che mai decollerà perché manca la chiave centrale: l'autonomia finanziaria. Personalmente ritengo che più che inseguire l'autonomia dovremmo cambiare prospettiva e parlare di costi standard. Parlare di costi standard significa vera responsabilità, obiettivi e progetti di miglioramenti per la qualità della formazione degli studenti,  una struttura organizzativa funzionale alla priorità educativa della scuola e soprattutto trasparenza.

Può spiegarci in sintesi come funziona questo sistema e come fare per introdurlo?
Abbiamo già dedicato due convegni al "costo standard" e a metà novembre ci sarà un altro momento di confronto con il mondo della scuola e le istituzioni in cui sarà possibile entrare nei dettagli e trarre spunto anche dal sistema universitario dove il costo standard è stato introdotto con l'ultima riforma. In sintesi posso dire che il costo standard definisce quali sono le risorse economiche ed umane impiegate annualmente per la formazione dei nostri studenti, liberando risorse da reinvestire nella formazione. Parlare di costo standard significa pensare a livelli predefiniti di efficienza in una logica di programmazione e controllo. In una parola si responsabilizzano le scuole, si definiscono livelli di prestazione e obiettivi strategici… sarebbe questa la vera rivoluzione nel nel nostro sistema nazionale d'istruzione.

Da più parti si è rilevato che nel Piano Renzi la parità  ha un ruolo marginale. È così?



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