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SCUOLA/ Così il dogma dell'uguaglianza ha "distrutto" l'eccellenza

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Il riscontro oggettivo della produttività della filosofia americana è che nella graduatoria delle migliori università di Shangai cui accennavamo in precedenza, il primo ateneo europeo è Copenhagen che si colloca al 40° posto. Per trovare università italiane bisogna arrivare nella sezione 151-200 dove compaiono Bologna, Milano, Padova, Pisa, Torino. 

"Tutto lascia pensare che l'università e la scuola non siano viste dai ragazzi e dalle loro famiglie come un aiuto per migliorare la loro posizione sul mercato del lavoro, ma come parte del problema", spiega Francesco Avvisati (Ocse), autore della nota sull'Italia. Il sistema di istruzione, in particolare la formazione professionale nelle scuole, nel post-secondario e anche nelle università, devono essere al centro di una strategia per creare e valorizzare le competenze di cui l'economia ha bisogno". 

Il dato più positivo per l'Italia che emerge dal rapporto Ocse è il miglioramento della qualità dell'istruzione di base. L'Italia è uno dei tre paesi, insieme a Polonia e il Portogallo, ad aver ridotto tra il 2003 e il 2012 la quota di quindicenni in grave difficoltà in matematica e al contempo aumentato la quota di quindicenni nella fascia alta di competenze. Ma l'Italia è anche l'unico paese ad aver ridotto, tra il 2000 e il 2011, la spesa pubblica per l'istruzione primaria e secondaria, in gran parte attraverso la riduzione del numero di docenti che prima era uno dei più elevati in assoluto. Sarebbe bello che al di là delle riforme che ogni ministro propone, e che ogni successore cambia, ci fosse un dato comune. L'incremento della quota di investimenti. Citiamo sempre gli Stati Uniti come modello. Perché non seguirli anche in questo?

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COMMENTI
22/09/2014 - I novelli Mosè e la classe di 43 alunni (Vincenzo Pascuzzi)

Il mio commento precedente è una citazione da un articolo di Roberto Della Ragione dal titolo “Tutte le bugie dell’ex ministro Gelmini”. La nota è del 2011 e riassume dati già pubblicati in articoli del 2008. Dati recenti indicano che gli insegnanti italiani sono circa 750.000, comprendendo anche i circa 100.000 insegnanti di sostegno, mentre gli alunni sono 7.881.632. Adesso abbiamo “Più studenti, stessi prof: parte l’anno scolastico del sovraffollamento” (Flavia Amabile, La Stampa). Infatti il rapporto alunni/docenti è statisticamente semplice ma anche grossolano. È di questi giorni la scoperta di una classe di ben 43 alunni che la dice lunga sulla complessità della normativa e sulla efficienza burocrazia ministeriale. Il limite di 25 alunni per classe delle norme antincendio è stato sbrigativamente innalzato a 29 per la primaria, 30 per le medie e 33 per le superiori! Ciò avviene mentre Renzi e Giannini volano alto con la loro “buona scuola” e abbondano le immagini che li ritraggono sorridenti e felici mentre esibiscono al popolo il loro prezioso fascicoletto, quasi novelli Mosè scesi dal monte Sinai con le Tavole della Legge.

 
21/09/2014 - La lunghissima vita delle bugie di Gelmini (Vincenzo Pascuzzi)

In Italia ci sono TROPPI Insegnanti. E' FALSO! Ricordiamoci che in Italia abbiamo circa 50.000 Insegnanti di Sostegno per gli Alunni Diversamente Abili (che svolgono una importantissima funzione educativa e sociale) e che SOLO IN ITALIA RIENTRANO NEL COMPUTO DEL BILANCIO DEL MIUR! Una serie di figure professionali che in Italia sono conteggiate tra gli insegnanti, altrove sono svolte da ALTRE figure a carico di ALTRI MINISTERI. In Francia dal conteggio dei Docenti a carico della Ministero dell’EDUCAZIONE NAZIONALE sono ESCLUSI i docenti di Educazione Fisica (pagati dal Ministero della Gioventù e dello Sport) e quelli che insegnano nel corrispettivo dei nostri Istituti agrari (pagati dal Ministero dell'Agricoltura)! In nessun altro paese esistono 25.000 IRC, CHE SOLO IN ITALIA A CARICO DEL BILANCIO DELLO STATO! Dunque, l’affermazione secondo cui IN ITALIA IL RAPPORTO ALUNNI/DOCENTI E’ PIU’ BASSO CHE NEL RESTO D’EUROPA è scorretta e nasconde un vero e proprio TRUCCO CONTABILE perché i Paesi Europei PAGANO ALTRE FIGURE (le cui funzioni in Italia sono svolte dagli insegnanti) o iscrivono figure di docenti nel Bilancio di ALTRI Ministeri!

 
21/09/2014 - Il canale di comunicazione è ostruito (enrico maranzana)

Incoraggiare la disuguaglianza per far emergere le qualità individuali? Se i riflettori fossero stati puntati sul sistema delle regole scolastiche sarebbe emerso come il legislatore, a partire dal 1969, si è mosso in tale direzione. Sarebbe apparsa l’origine della crisi dell’istituzione scuola: fissità, indisponibilità al cambiamento, rifiuto d’assumere un nuovo punto di vista .. ma nessuno ha interesse a illuminare la scena. Emblematica la proposta governativa LA BUONA SCUOLA che riporta l’orologio indietro di cinquant’anni. In rete “Il divide et impera può far crescere il paese” mostra come il documento oggi in discussione sia viziato sia per l’elusione della legge, sia per l’infrazione delle regole del corretto amministrare. “Si é preferito gestire lo status quo”? L’auspicato “incremento della quota di investimento” è una questione importante, ma di contorno.