BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Formazione professionale, così il Valef "scaccia" l'Invalsi

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Le differenze esistenti tra il sistema di IeFP e quello scolastico ha portato ad individuare quattro grandi variazioni tra il progetto Valef e quello proposto per le scuole (Vales):

1. Appropriatezza rispetto al modello pedagogico della Fp;

2. Necessità di costruire un servizio tecnico nazionale per il monitoraggio delle performance di sistema unendo i dati Miur, Mlps, Regioni ed Enti di formazione (mentre la scuola possiede una sua propria struttura nazionale in parte interna, in parte collegata al Miur);

3. Necessità di tenere conto del processo di accreditamento e della diffusione dei sistemi di certificazione di qualità Iso 9001.  

4. Ampliamento dello spazio di analisi degli apprendimenti/maturazioni includendo l'area professionale tramite la "prova esperta".

I contenuti fondamentali della valutazione sono: gestione allievi (attrazione, tenuta, dispersione); efficacia formativa (superamento delle prove finali); efficacia sociale (tasso di inserimento lavorativo a seguito dei corsi); continuità formativa (prosecuzione al IV anno e Ifts, passaggio alla scuola, frequenza di attività di formazione continua); rete social (aziende convenzionate, partner in coprogettazione, con ex allievi assunti). Come si vede, si è proceduto ad una selezione dei veri fattori di qualità, evitando di disperdere la valutazione su una miriade di indicatori, molti dei quali sono risultati scarsamente indicativi del valore dell'attività formativa. 

Circa le prove standardizzate Invalsi, si è deciso di evitare che quelle somministrate agli allievi della IeFp siano una derivazione, solo un po' annacquata, delle prove dei licei. Gli enti hanno offerto la loro collaborazione  per elaborare prove equivalenti per conoscenze ed abilità, ma centrate sulla realtà concreta (vita quotidiana, lavoro): se gli allievi ne riconoscono il senso e l'utilità, la loro intelligenza ne viene maggiormente stimolata. Il protocollo di lavoro Invalsi richiede 7 passaggi; quindi le prime prove saranno pronte fra due anni.

Accanto a questo, si è deciso di considerare i risultati delle prove professionali (chiamate "prove esperte") che prevedono anche l'inclusione di competenze linguistiche (italiano, inglese ed eventuali altre lingue straniere), scientifico-matematiche, di diritto, informatiche e di cittadinanza.

Il progetto, totalmente autofinanziato dagli enti, di durata triennale e riferito a circa 30 Cfp distribuiti in tutta Italia, avrà inizio ad ottobre con la formalizzazione degli accordi tra Regioni/Province autonome e ministeri.  



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.