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SCUOLA/ Aprea (Regione Lombardia): edilizia, torniamo al piano Letta…

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Matteo Renzi e Graziano Delrio ai tempi (felici) della Leopolda (Infophoto)  Matteo Renzi e Graziano Delrio ai tempi (felici) della Leopolda (Infophoto)

Direi di no. C'è da evidenziare che il sottosegretario che aveva la delega, Roberto Reggi, ha lasciato l'incarico e non è stato ancora sostituito. I comuni ci chiamano perché il ministero non risponde.

 

Renzi aveva detto che a settembre gli studenti sarebbero entrati in istituti "nuovi e sicuri". In Lombardia qual è la situazione, tra progetti, cantieri e lavori completati?
La Lombardia ha un finanziamento teorico di poco più di 160 milioni, di cui circa 10 milioni per #scuolebelle, poco più di 82 milioni per #scuolesicure e quasi 68 milioni per #scuolenuove (si tratta dei tre progetti paralleli pensati dal governo, ndr). Di questi sono stati spesi solo una parte dei finanziamenti per le #scuolebelle mentre gli altri sono fermi al palo. Alcuni comuni hanno deciso di avviare comunque i lavori, ma non hanno ancora ricevuto la liquidità. Come Regione Lombardia, con minore clamore, prima ancora del governo, abbiamo approvato a gennaio il piano triennale con investimenti e l'attivazione del fondo con Finlombarda.

 

Quindi un vostro piano di finanziamento. Come si articola?
Abbiamo messo a disposizione da subito 2 milioni per interventi urgenti. Oggi ci sono altri 32,5 milioni che si giovano dello svincolo dal patto di stabilità per il 2015 per gli enti locali. Si tratta di 11 milioni, volti alla conservazione e messa in sicurezza del patrimonio esistente, più 21,5 milioni per interventi tesi al rinnovo delle rete scolastica. Con i contributi a fondo perduto per massimo il 40% del contributo regionale ed il restante finanziamento ad interessi a tasso zero si attivano risorse complessive molto elevate. Abbiamo inserito l'obbligo di inizio lavori entro il 31 luglio 2015 per responsabilizzare gli enti locali. Da una parte diamo quindi priorità alla messa in sicurezza degli edifici, dall'altra parte andiamo a finanziare l'innovazione.

 

In pratica cosa significa?
Che i finanziamenti per le scuole nuove saranno erogati ai progetti di requisiti molto alti che rimandano all'avere banda larga, risparmio energetico, multifunzionalità degli spazi, all'organizzazione innovativa della scuola.

 

Insomma sta dicendo che farete voi quello che non fa il governo.
Definizione perfetta.

 

Subito dopo gli annunci del governo c'è stata l'impressione di un'incertezza complessiva non solo sui fondi, ma anche sulle procedure. È così? Dove sta il problema?
Il problema è che ci vuole rispetto per le istituzioni e per le competenze costituzionali. È un approccio populista quello di scavalcare tutti i livelli istituzionali per rivolgersi direttamente ai sindaci. Non è solo la legge a dare un ruolo di programmazione degli interventi a Regioni e comuni. Non c'è solo un accordo di agosto 2013 che rilanciava una programmazione condivisa e di cofinanziamento tra Stato, Regioni ed enti locali. C'è anche il buon senso alla base di questa governance multilivello.

 

La materia è molto tecnica, assessore. Può spiegare meglio questo punto?



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