BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Aprea (Regione Lombardia): edilizia, torniamo al piano Letta…

Pubblicazione:

Matteo Renzi e Graziano Delrio ai tempi (felici) della Leopolda (Infophoto)  Matteo Renzi e Graziano Delrio ai tempi (felici) della Leopolda (Infophoto)

Non si può ridurre la complessità inviando lettere ai sindaci, quando la situazione degli edifici scolastici in Italia è drammatica, come ha ribadito il XII Rapporto su sicurezza, qualità e accessibilità a scuola di Cittadinanza attiva. La cosa incredibile è che sono state inizialmente bypassate le regioni, ma poi il ministero non può prescindere da noi e dà indicazioni ai comuni di rivolgersi alle regioni. Il Miur ci chiede, ad esempio, di fare l'istruttoria per i progetti di #scuolesicure e #scuolenuove.

 

Vada avanti.
Il vero problema è che i finanziamenti statali sono inutili senza lo sblocco del patto di stabilità degli enti locali, che non possono spenderli. È necessario pertanto definire le modalità di sbocco del patto di stabilità e stabilire, in modo chiaro ed univoco, le modalità di liquidazione degli enti locali una volta che sono avvenute le aggiudicazioni delle procedure di gara. Il Governo, attraverso il Cipe, ha prorogato al 31 dicembre 2014 i termini entro i quali comuni e province dovranno aggiudicare gli appalti nell'ambito dell'iniziativa #scuolesicure, ma è necessario dotarsi di regole certe sulle modalità di liquidazione degli enti locali, altrimenti restano solo annunci.

 

A proposito di governance e di ruoli istituzionali. È attuabile un piano edilizio come quello previsto dal governo, dopo la riforma Delrio delle province?
Assolutamente sì, perché l'edilizia scolastica resta una funzione fondamentale delle province, anche se Renzi ha scritto ai sindaci, ma non ai presidenti delle province. Però è necessario, ripeto, coinvolgere le Regioni in una prospettiva di raccordo tra istituzioni, in un'ottica sussidiaria, che non può far altro che bene soprattutto quando si parla di edilizia scolastica.

 

Che cosa servirebbe, concretamente, per fare quello che chiede?
Ad agosto 2013 governo, Regioni ed enti locali avevano trovato un accordo, sottoscritto all'unanimità, basato su alcuni principi semplici e funzionali: avere finanziamenti ordinari e pluriennali; basare la programmazione degli interventi sulle richieste dei territori provinciali e comunali e validarla a livello regionale. Si era persino condiviso che il finanziamento fosse suddiviso un terzo a carico di ciascuno tra Stato, Regione ed ente locale. Ma oggi si sta perdendo l'occasione di uscire da un approccio emergenziale e passare ad una logica di programmazione, nonché di mantenere una condivisione tra i diversi livelli istituzionali.

 

(Federico Ferraù)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.