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SCUOLA/ A quando una "zona franca" contro Tar e sindacati?

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E le conseguenze? Poco importano: ricorsi usati "per scopi che il buon senso ritiene del tutto estranei a un'efficace difesa dei diritti".

Ricorrere al Tar oggi è diventato lo strumento più efficace contro l'unica vera risorsa che ci può spingere oltre il burocratismo centralistico: l'etica della responsabilità. L'unico antidoto al dominante immobilismo del nostro sistema Paese. Oltre destra e sinistra, oltre i leader che, velocemente, cavalcano i palcoscenici nazionali e locali.

La contromisura? Non occorre essere dei giuristi: abolire la giustizia amministrativa ed accorparla alla giustizia ordinaria. Ovviamente riformata e semplificata, per garantire l'effettiva certezza del diritto.

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COMMENTI
27/09/2014 - E se abolissimo i dirigenti scolastici alla Zen? (Franco Labella)

Mi auguro che i dirigenti scolastici che a differenza di Zen sono abituati a ragionare anche della quotidianità con rigore mi perdonino per la proposta. Essa, però, nasce spontanea quando si leggono interventi come questo del preside Zen che, senza entrare né nel merito della decisione della giustizia amministrativa e meno che mai nello specifico di una "sperimentazione" (il virgolettato ci sta tutto) assolutamente raffazzonata, si inseriscono nella linea di pensiero che vede il principio di legalità come un intralcio pericoloso allo sperimentalismo risparmioso. Per non parlare di un antisindacalismo dai toni beceri perché non documentati e non argomentati. Personalmente resto esterefatto da questo andare in scia rispetto alle boutades parolaie del populista di turno. E se un atteggiamento così poco consistente sul piano delle argomentazioni dialettiche caratterizza un dirigente scolastico vuol dire che la scuola italiana ha un ulteriore problema: la selezione di chi ha responsabilità dirigenziali. Quindi per essere in scia, via sindacati via TAR e via dirigenti che non argomentano scelte, decisioni e proposte.