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SCUOLA/ Quando le domande sulla libertà "tornano" in classe

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Un quadro di Francis Bacon (Immagine d'archivio)  Un quadro di Francis Bacon (Immagine d'archivio)

Pochi oggi negherebbero pubblicamente che l'uomo nasca libero in natura, ma quasi nessuno ha l'ardire di riflettere, a partire dalla propria esperienza, sul significato della libertà e su quali siano i fattori che ne permettono la realizzazione. Assoluta autonomia nelle scelte? Realizzazione immediata e totale di tutti i desideri? Produzione chimica del nostro apparato biologico? Illusione necessaria prodotta dalla ragione per evitare la disperazione? Apertura a un oltre infinito? La partita è aperta.

Com'è nello spirito delle RD, nel corso dell'anno, i docenti e gli allievi partecipanti potranno ascoltare e confrontarsi con alcuni tra i più interessanti filosofi italiani, a partire dal Convegno "Libertà va cercando" del prossimo 8 ottobre − fruibile gratuitamente in diretta streaming in tutte le scuole italiane − in cui interverranno sul tema del concorso i proff. Emidio Spinelli e Giovanni Maddalena e in cui prenderà avvio il Laboratorio di filosofia pratica a cura della Fondazione RUI, fino alla Convention finale del 12-13-14 febbraio 2015 a Roma in cui interverranno i proff. Francesco Botturi, Guido Alliney, Michele Di Francesco e il neuroscienziato Giacomo Rizzolatti.

Nel corso della prima edizione del Concorso, a chi vi ha partecipato è emerso chiaro il fatto che per educare alla criticità e alla capacità di argomentare non sono sufficienti corsi appositi per addetti ai lavori. Piuttosto, è necessario proporre, attraverso percorsi inediti, problemi di spessore e affascinanti, tali da costringere docenti e allievi a cercare una risposta adeguata, riflessa, argomentata e personale, condivisa coi propri compagni di cammino. 

Come insegna la figura dell'Ulisse dantesco, infatti, per decidere di andare al di là dei confini soliti – i limiti che ci troviamo addosso, che troviamo negli altri o che la realtà stessa ci impone – è necessario sentire in sé il richiamo dell'alto mare aperto, dell'essere che ci affascina per la sua vasta infinità e che ci chiama a interrogarlo. Non possiamo illuderci che bastino le istruzioni tecniche per far navigare l'equipaggio, quando tutti sappiamo che solo la nostalgia dell'altra riva mette davvero all'opera il buon marinaio. Fuor di metafora, questo anelito della ragione a continuare la ricerca della verità – nello specifico circa la natura della libertà − rinasce in ciascuno quando egli almeno intravede la bellezza dell'esperienza della conoscenza condivisa del senso del mondo e di se stessi, come ha visto chi partecipato alle RD 2013/14.

Si realizza così, tanto nei docenti quanto nei giovani allievi, l'autentica filosofia, come esperienza tutta tesa a raggiungere la verità che ci manca, come esercizio vivente, mai definitivamente concluso, che ci rende ogni volta più capaci di reimparare a vedere il mondo – e l'esperienza della libertà che tanto ci affascina - con occhi sempre più limpidi.



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