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SCUOLA/ Un prof: possiamo ricominciare solo se "portiamo il fuoco"

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Dal film La Strada (John Hillcoat), tratto dall'omonimo romanzo di Cormac McCarthy (Immagine d'archivio)  Dal film La Strada (John Hillcoat), tratto dall'omonimo romanzo di Cormac McCarthy (Immagine d'archivio)

Mi è venuto da pensare al libro di McCarthy, così elementare nella sua trama: c'è un padre che vuole salvare un figlio. Percorrono insieme una strada che di sicuro ha soltanto che porta verso sud, verso il mare, forse verso l'oceano. Il mondo e il tempo sono già l'apocalisse; gli uomini, anche loro, forse non esistono più. Esistono dei cattivi, che il padre e il figlio devono evitare, che qualche volta incontrano, da cui devono difendersi. Perché loro sono i buoni, perché il figlio porta il fuoco, la luce. La trama di questo libro potrebbe essere tutta qui, perché non c'è trama, non il prima, non il dopo. Solo l'istante bruciato della terra, le nuvole e il fumo che coprono il sole, l'istante ripetuto ad ogni pagina di un incubo dentro cui siamo anche noi buttati, trascinati come il carrello del supermercato che è tutto il tesoro che i due hanno, che si portano dietro, che difendono a tutti i costi. Senza mai scordarsi che loro sono i buoni. 

La storia di questo padre e di questo figlio ci consegna, come fa ogni grande libro, una sorta di dono, più o meno nascosto;  ce lo consegna come un'eredità, come un compito, come qualcosa che va al di là della letteratura, che rimette in  movimento il lettore. Il cuore nascosto del libro di McCarthy, il suo centro pulsante è la domanda acuta, carnale, tragicamente necessaria sul nostro destino: il cuore del libro è l'affermazione della vita e del mistero, di un positivo che emerge e si fa strada dentro questo scenario di devastazione totale. Il padre vive, fatica, lotta con i denti e con le unghie, con una moralità dignitosa, per qualcosa che riconosce come valore, per la vita che ha tra le mani. Per un figlio. Non idee, ma qualcosa che accade ora: si vive per questo, per affermare qualcosa di bello, positivo e buono. Anche dentro la merda dell'uomo e del mondo alla sua fine:

Ce la caveremo, vero, papà?
Sì. Ce la caveremo. 
E non ci succederà niente di male.
Esatto.
Perché noi portiamo il fuoco.
Sì, perché noi portiamo il fuoco.

Ecco − mi verrebbe da dire al collega che mi dice che si deve ripartire: per meno di questo non ha davvero senso ricominciare. Per meno di quel fuoco che il padre, nel libro, dice di vedere non varrebbe la pena rimettersi in strada. Bisogna avere qualcosa a cui guardare per ripartire, qualcosa da affermare nella sua assoluta necessità, per ricominciare. 



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