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SCUOLA/ Clil, tutte le "sviste" della riforma di Matthew Renzi

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Chamot ha sottolineato la necessità per un buon Clil di adeguate learning strategies dello studente; il buono studente è quello che ha tante learning strategies, le utilizza a seconda del problema di apprendimento che si trova ad affrontare, e che ha coscienza del discourse (della natura del testo) che ha davanti, diverso a seconda che ad es. si tratti di un testo espositivo o di problem solving; uno studente che ha un metodo di studio è lo studente che fa bene a scuola e fa bene il Clil. Meyer ha osservato che in Germania la didattica per sole competenze non funziona per procedere nel knowledge path, il cammino della conoscenza, e che una subject related literacy(una alfabetizzazione disciplinare, non una didattica procedurale e meccanica) è da costruirsi per fare buon Clil. Queste le nuove frontiere della ricerca perché il Clil sia una metodologia di successo.

Potrebbe venire, dalla alta riflessione del mondo accademico che è Clil-dedicated e quindi si preoccupa che il Clil funzioni per ragioni didattiche e non demagogiche, qualche utile riflessione per approntare i percorsi di formazione segnalati come necessari per i potenziali docenti Clil, nell'ipotesi di una revisione che dovrebbe essere radicale e immediata del modello di formazione del personale in servizio attualmente in vigore e in fase di parziale attuazione. Questo è un possibile secondo punto di interesse per un dibattito.

Magari anche facendo mente locale ad un omissis (involontario?) presente nel documento: il Clil, con l'eccezione dei licei linguistici dove il percorso è sugli ultimi tre anni, si fa solo nella classe quinta dei licei e degli istituti tecnici, ed affatto nei professionali. Il documento ne auspica l'estensione (su base volontaria o come norma da definire e poi da attuarsi?) alla primaria di primo grado e secondaria di primo grado. Ottimo suggerimento, ma poi niente Clil per tutti nei primi due anni della scuola secondaria di secondo grado e, tranne per gli studenti del liceo linguistico, nulla fino in quinta? Il rafforzamento dell'insegnamento delle lingue straniere va attuato "verticalmente nei diversi cicli"? Una condizione elementare per tale rafforzamento è la continuità dell'esperienza, soprattutto se si desidera che disciplina e lingua siano integrate o forse, piu propriamente, rifondate. Un possibile terzo punto di dibattito.

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COMMENTI
11/09/2014 - Clil - formazione docenti (Pier Luca Toffano)

Gentile Professoressa Ballabio, per esperienza personale credo che vada affrontata al più presto la questione della formazione dei docenti. Attualmente viviamo una situazione paradossale dove certificati a livelli B in servizio possono partecipare a corsi di perfezionamento riservati abbreviati gratuiti mentre ai neo-abilitati certificati ai livelli C non restano che i corsi ordinari di durata quadrupla, che costano la bellezza di 2800 euro, e che, ad eccezione di Venezia, non sono ancora stati istituiti. Quindi allo stato attuale abilitarsi in CLIL "ex-nihilo" comporta 1 anno di TFA più 18 mesi di corso ordinario alla stratosferica cifra di 5-6000 Euro circa. Inutile poi lamentarsi della carenza di docenti ! Qualcuno al MIUR potrebbe iniziare ad interrogarsi sul sistema adottato ed andare a vedere cosa accade, ad esempio, in Germania dove la certificazione di livello C1-C2 unitamente alla abilitazione disciplinare consentono l'insegnamento CLIL immediato. Il percorso del neo-insegnante CLIL viene poi supportato da una formazione continua ed in itinere. Ora vorrei essere pratico e dare qualche modesto spunto di riflessione. 1 Unificare per durata corsi ordinari e riservati riconducendoli allo standard francese di 4 mesi. 2 Prevedere, in alternativa ai corsi di perfezionamento, accessi per concorso, per chi sia in possesso dei requisiti abilitativi e linguistici. 3 Istituire una piattaforma informatica di formazione continuativa.