BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Scegliere quella giusta? Non fatevi distrarre da un iPad…

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

Infatti il secondo errore è diluire la propria identità di scuola nel tentativo di intercettare il maggior numero di clienti: siamo scientifici, ma anche un po' umanistici, tecnici ma con qualche accento liceale, pedagogici, ma con una spruzzata linguistico-medico-sportiva. Questa impostazione implicitamente incoraggia il criterio (pericolosissimo) della scelta per esclusione: vado lì perché c'è poca matematica, poco latino, poco di tutto e non mi devo cimentare con nessun autentico scoglio o limite della mia preparazione precedente. 

E' utile, a suo parere, andare a vedere di persona le scuole, parlare con docenti e dirigenti, magari in occasione degli Open Day, oppure si rischia di rimanere abbagliati  da "vetrine" che mascherano i grandi problemi che talvolta esistono nelle scuole?
Certamente occorre andare a vedere di persona. Il mio consiglio è però quello di non fare gli spettatori, ma di andare armati di due o tre domande chiare in testa, possibilmente formulate pensando a quelle che potrebbero essere le difficoltà o le esigenze tipiche del proprio figlio una volta inserito in quella scuola; allora si può ascoltare tutto, ma alla luce di quelle domande, per capire, usando il proprio fiuto educativo, qual è il clima che si respira in quella scuola, quali gerarchie di valori dominano le scelte educative e le innovazioni didattiche.

Suggerirebbe altro? 
Mi pare che un altro passaggio importante (e troppo spesso trascurato) sia il rapporto con la scuola media, cioè con gli insegnanti che per tre anni hanno conosciuto meglio i ragazzi, le loro attitudini e i loro limiti. Ricordo infine che oggi ci sono degli strumenti che integrano le conoscenze de visu e il sentito dire. 

Per esempio?
Penso ad alcuni dati presenti su "Scuola in chiaro", soprattutto i risultati agli scrutini e all'esame di Stato e, per le scelte liceali, la percentuale di accesso all'università. Penso anche al recente servizio reso dalla Fondazione Agnelli con Eduscopio: è sbagliato prenderlo come oro colato che sancisce  una classifica tra scuole (i fattori che incidono sulla riuscita al primo anno di università sono molti) ma integra utilmente le informazioni, portandole sul terreno importante del "cosa succede dopo" ai ragazzi che hanno frequentato quella scuola. 

Nel nostro Paese permangono alti livelli di dispersione, le professioni tecniche e artigianali soffrono per la mancanza di personale adeguatamente formato, eppure i licei (in particolare lo Scientifico) sono ancora "gettonatissimi". Cosa ne pensa?
Ho la fortuna di dirigere una scuola multi-indirizzo con un po' di tutto: licei, tecnici e professionale. Proprio in queste settimane ricevo genitori di prima e di seconda che mi chiedono di cambiare, spesso passando da un liceo a un tecnico o da un tecnico al professionale. Non c'è nulla di drammatico e ci sta che si possa correggere in corsa una scelta. A volte cerco di scoraggiare il passaggio, quando vedo che corrisponde a una logica del voler aggirare l'ostacolo, evitando la minima fatica.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >