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SCUOLA/ Terza liceo: cosa c'entra Platone coi terroristi islamici?

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A questo punto uno tra coloro che avevano iniziato la discussione prende la parola.

— Io vorrei studiare o la filosofia o la letteratura, dalle sue parole capisco che queste mie passioni possono c'entrare con quello che sta succedendo, ma non capisco bene come.

Provo a rispondere.

— È un problema di educazione. Se la tolleranza non nasce dal desiderio libero di conoscersi reciprocamente ognuno rimarrà chiuso nell'angusto spazio delle sue idee. Bisogna avere il coraggio di dire "bello" quando si vive qualcosa di bello e di dire "brutto" quando ci si accorge che qualcuno sbaglia. Affidando poi questo appello alla libertà di chi ci ascolta, ma senza l'ipocrisia di chi non ha il coraggio di condividere la realtà che sta vivendo. I due terroristi sono cresciuti da soli. Hai mai visto una banlieue di Parigi? Non sono periferie, ma sono ghetti... Se studierai la filosofia o la letteratura avrai la fortuna di condividere con chi poi ti ascolterà millenni di ricerca del vero, del bello e del giusto. Fare l'insegnante è la più bella e corrispondente lotta al terrorismo che tu puoi fare.

Ore 13, classe terza. Prende la parola uno tra gli studenti più vivaci della classe.

— Prof, lo so che forse non c'entra molto con Platone, ma potremmo parlare di quello che è successo ieri a Parigi?

— In realtà quando ho saputo di un attentato a un giornale satirico mi è venuto in mente Socrate, in particolare l'ironia: per Socrate era uno strumento per ricercare il vero… per questi terroristi l'ironia era una bestemmia… — osserva una seconda compagna.

— e per voi? — chiedo io.

— Ovvio: ha ragione Socrate!

— Allora perché questo giusto giudizio non è stato riconosciuto dai terroristi?

Segue un attimo di silenzio.

— Secondo me i terroristi avevano paura — li incalzo.

— Paura? e di cosa? questi qua sono disposti addirittura a morire…

— Paura — rispondo — di mettere in discussione qualche presunta verità malata che un qualche predicatore fanatico ha ficcato dentro a quelle menti semplici. La paura di ricercare sul serio la verità. Guardate che è per questo desiderio che è nata la filosofia e, non dimenticatelo, è da questo desiderio che viene quel mondo che ora vediamo sotto attacco. Volete il miglior antidoto al terrorismo? Studiate...

C'è una parola che riecheggia ripensando a questo dialogo: paura. I terroristi sono riusciti a seminare il germe dell'angoscia nel cuore di una generazione per la quale anche la bomba alla stazione di Bologna rappresenta un passato remoto, un fatto da studiare. 

Tuttavia, al di la delle parole, si intravede una domanda di senso rispetto a gesti che un senso sembrano non avere. "Forse non c'entra molto con Platone, ma vorrei parlare di quello che è successo ieri a Parigi", mi hanno chiesto in terza: è in fondo questa l'essenza ultima della scuola, quella di essere un luogo nel quale affermare una esigenza di verità. 



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