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SCUOLA/ Carlo, studente: "io sono Charlie" è uno slogan che non mi basta

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Abbiamo qualcosa da dire, qualcosa di ben più grande di "Je suis Charlie": dobbiamo guardare al bisogno che le azioni abbiano un significato, che sia più forte di quello che ha mosso i terroristi, perché il male è banale e richiede che l'uomo annichilisca la propria razionalità, mentre il bene è radicale, è forte cioè di un significato più profondo, più duraturo, più umano. Abbiamo qualcosa da dire, dalle scuole ai luoghi di lavoro, fino a chi è direttamente implicato e responsabile della costruzione di un ordine politico, dobbiamo riscoprirci come popolo e guardare in faccia al male di cui, in fondo, anche noi siamo capaci e scegliere invece il bene che ci rende uomini.

Carlo Torregiani, V Liceo classico Don Gnocchi, Carate Brianza (MB)




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