BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Davide, studente: Parigi, a chi giova definirci tutti terroristi?

Pubblicazione:

Infophoto  Infophoto

"Siate Charlie, ma non siate disinformati"

Ci troviamo sicuramente  davanti a fatti cruenti e totalmente inaccettabili, assassinii da condannare senza "se" e senza "ma". 

Detto questo, ritengo sia necessario fare alcune precisazioni: i terroristi autori di tali fatti affermavano di agire per conto dell'Isis, o di Al Qaeda, in nome quindi della religione islamica. Da musulmano, mi sento in diritto e in dovere di affermare che la religione in nome della quale costoro dicono di agire condanna la violenza e non può e non deve quindi essere usata come pretesto per giustificare la violenza; basti pensare che i musulmani, quando si incontrano, si scambiano una forma di saluto rituale che, tradotta, significa "Che la pace sia con te".

E' certamente normale e comprensibile, di fronte al terrore e all'incredulità, reagire come hanno reagito molti, puntando il dito: l'uomo ha sempre bisogno di cercare una causa, una spiegazione a fatti che gli sembrano altrimenti ingiustificabili; ma la paura, la fretta, e a volte anche l'ignoranza, portano a commettere errori. Ed è un errore quello che si sta commettendo, è un errore definire, come hanno fatto in molti, un miliardo e mezzo di musulmani terroristi.

I fanatici esistono in tutte le religioni, sono sempre esistiti e sempre esisteranno, ma, se una mela è marcia, ciò non significa che sia marcio tutto il melo; e questo errore è figlio di tante cose, ma in gran misura, a mio sindacabile giudizio, della disinformazione: in questi giorni i media, nella rincorsa al titolo sensazionale, alla prima pagina ad effetto, hanno spesso commesso l'errore di disinformare, andando talvolta, intenzionalmente o non intenzionalmente, ad alimentare quell'odio che è inevitabilmente latente in ognuno di noi.

L'informazione è un mezzo potente ed indispensabile, ma quando si trasforma in disinformazione diventa pericoloso.

La disinformazione è un vizio, una bestia che va spacciata al più presto.

 Quindi siate "Charlie", ma non siate disinformati.

Davide Lhamid, 17 anni

"Riscoprire la bellezza del quotidiano"

Di fronte ai fatti di Parigi sorgono molti interrogativi: come possono atti simili essere legati alla religione? Che cosa ha spinto i terroristi ad agire così? Che cosa possiamo fare noi di fronte a ciò?

Alla prima domanda penso di poter rispondere che quanto è successo poco c'entra con la religione, più pretesto che vera motivazione. In quanto alla seconda domanda, la risposta resterà un mistero; forse è stato un modo per esprimere una rabbia interiore… ma il rischio di sminuire la complessità del cuore umano è molto grande, e quindi credo sia meglio che il mistero rimanga.

La terza domanda è la più impegnativa: si avverte subito un senso di impotenza e di smarrimento, ma almeno un'intuizione di risposta c'è. E' stato di esempio per tutti noi quell'uomo che, per le strade di Parigi, in onore degli ebrei morti nel secondo attentato, ha eseguito la sonata per violoncello di Bach.

 La bellezza è presente. Il nostro compito, allora, è quello di scoprire sempre di più nel nostro quotidiano quella bellezza, unica a corrispondere al cuore, unica a portare speranza e frutto, necessaria per essere uomini.

Lucia Castelnuovo, 16 anni

(Anna Rusconi, Davide Lhamid, Lucia Castelnuovo sono studenti del Liceo classico D. Crespi di Busto Arsizio, Varese)



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.