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PROF SOSPESO/ "Non fate gli scemi": non potrà insegnare per una settimana

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PROF SOSPESO, AVEVA RIPRESO GLI ALUNNI - "Smettiamo di fare i cretini", oppure "Non fate gli scemi". Sono bastate frasi come queste, pronunciate in una quinta elementare di Lessolo, piccolo comune in provincia di Torino, a far sospendere per una settimana un insegnante di trentacinque anni al suo primo anno nella scuola piemontese. Il docente era solito riportare la calma in classe utilizzando frasi come quelle citate, ma qualche bambino lo ha fatto sapere ai genitori che si sono presentati furibondi dal preside. "Mi sento uno straccio. Sono così avvilito che potrei anche smettere di insegnare, dopo otto anni di sudata carriera", ha detto a La Stampa il prof che dovrebbe rientrare a scuola questa settimana. "Quello che fa più male è che questa notizia sia stata diffusa - ha aggiunto - Ne parlerò con un avvocato e vedrò anche se sarà il caso di impugnare il provvedimento disciplinare".



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COMMENTI
22/01/2015 - alcuni genitori ne chiedono l'allontanamento (Vincenzo Pascuzzi)

Nessun commento invece sui fatti che gli sono stati contestati dalla scuola, che avrebbe così accolto le rimostranze dei genitori. Secondo indiscrezioni, alcuni non avrebbero nessuna intenzione di chiudere qui la questione. Anzi, sembra minaccerebbero di non iscrivere i figli a Lessolo l’anno prossimo, dando come unica possibilità l’allontanamento definitivo del prof dal polo scolastico. Il sindaco Elena Caffaro fa sapere dal canto suo «di non aver ricevuto nessuna segnalazione formale da parte dei genitori», mentre a scuola, nella giornata di ieri, con una circolare interna la dirigente ha ricordato che «la tutela della privacy equivale al rispetto dell'identità, della dignità e della sfera più intima della persona». QUANTO SOPRA sul sito http://lasentinella.gelocal.it/ nell'articolo titolato "Parolacce agli alunni, maestro sospeso".

 
22/01/2015 - Il maestro è tornato regolarmente in classe (Vincenzo Pascuzzi)

“Dalla scuola non arrivano conferme dell'accaduto (se non sulla sospensione del maestro), quindi il condizionale resta d'obbligo e si basa sui racconti dei bimbi che, dopo l'utilizzo delle "parolacce" in questione, hanno raccontato il fatto ai genitori. Da quelle segnalazioni sarebbe poi partito il provvedimento di sospensione per motivi disciplinari. Ieri, con una circolare interna, la dirigente scolastica del plesso di Lessolo ha ricordato che «la tutela della privacy equivale al rispetto dell'identità, della dignità e della sfera più intima della persona», riferendosi alla "fuga di notizie" riguardante la sospensione dell'insegnante. Il maestro in questi giorni, dopo una settimana di "stop", è tornato regolarmente in classe. Ora ci sarà da capire se i rapporti già tesi con alcuni genitori continueranno anche per il resto dell'anno scolastico". QUANTO SOPRA è riportato dal sito quotidianocanavese.it, nell’articolo titolato “LESSOLO - Parolacce agli alunni: la scuola sospende il maestro” cui seguono due commenti.

 
21/01/2015 - Le campagne giornalistiche fanno effetto... (Franco Labella)

Osservo, con Pascuzzi, che la vicenda, se si è svolta come abbiamo letto anche nell'intervista all'insegnante, ha dell'incredibile. Un provvedimento disciplinare è regolamentato da norme e procedure precise che, in questo caso e se è andata come si è letto, sono state bellamente ignorate. Nel merito: indubbiamente ci sono espressioni che sarebbe meglio controllare e non usare ma, in questo caso, non pare che una esortazione (Non fate gli scemi) sia pure "particolare" e a quanto pare usata come intercalare, abbia una carica offensiva e diseducativa tale da determinare una sanzione come la sospensione dallo stipendio. Il fatto è che, a partire da Gelmini e Brunetta, se semini vento raccogli tempesta: a furia di descrivere gli insegnanti italiani come portatori delle peggiori nequizie (dall'assenteismo in giù...) è chiaro che si perde il senso generale della misura. Voglio dire che in un caso come questo (e giusto per rispettare il principio di proporzionalità delle sanzioni) il richiamo scritto sarebbe stato più che adeguato e sufficiente ... E non voglio approfondire lo stato dell'arte dei rapporti attuali tra insegnanti e genitori. Perché sicuramente ci sono docenti (ma non è il caso di cui si discute) che dovrebbero cambiar mestiere per evidenti carenze di carattere pedagogico ma è altrettanto vero che, assai spesso, il rapporto con alcuni genitori dovrebbe svolgersi (a tutela del docente) alla presenza dell'avvocato... E non è una boutade...

 
21/01/2015 - Se la d.s. tace allora è mobbing! (Vincenzo Pascuzzi)

Ieri, intervistato da La Stampa, il maestro Gabriele Guabello così rispondeva alla domanda se “Impugnerà il provvedimento disciplinare?”: «Ci sto pensando, ma fino a quando non saprò con esattezza quali sono le accuse che mi hanno rivolto ogni azione sarebbe azzardata. E’ per questo che chiederò di poter avere accesso agli atti. Voglio capire». Sembra incredibile che il maestro sia stato sospeso per direttissima e senza conoscere le accuse, quindi senza poter ribattere e difendersi. A questo punto la d.s. dovrebbe parlare e spiegare cosa è successo. Se non lo fa, è lecito ipotizzare che si tratti di un caso mobbing e di gestione inadeguata della scuola. Aspettiamo.