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SCUOLA/ Educazione "ambientale"? C'è il solito rischio del politically correct

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Arriva l'educazione ambientale? (Infophoto)  Arriva l'educazione ambientale? (Infophoto)

Il guadagno educativo che invece può venire da una costante e decisa attenzione ai temi ambientali è senz'altro notevole. È quello che proviene dalla possibilità di accompagnare i giovani in un incontro vivo e in una interazione intelligente con l'ambiente che ci circonda. Accostandosi in modo diretto ai fenomeni naturali, osservando ed esplorando i vari ecosistemi, a partire da quelli più prossimi, lo studente si potrà accorgere della grandezza, della varietà, della inesauribilità, della bellezza della natura e sarà provocato a interrogarsi e ad esaminare in modo critico i problemi emersi. Se gli saranno offerti gli strumenti adeguati, potrà applicarli nelle modalità opportune, secondo la specificità dei problemi e dei fenomeni. Il rispetto per la natura ne verrà di conseguenza, senza bisogno di assolutizzarlo o di minimizzare panteisticamente le differenze tra i vari livelli e le varie forme di vita presenti; evitando i rischi sia di un antropocentrismo chiuso, che di un naturalismo anti-umano.

Questi obiettivi sono alla base anche di quello che dovrebbe essere una valida educazione scientifica. Ciò non fa che confermare un'impostazione didattica — che ci si augura possa essere assunta nell'applicazione dei futuri progetti — che vede l'educazione ambientale non come attività parallela e giustapposta ai percorsi disciplinari, ma come lavoro inserito organicamente nelle discipline scientifiche e collocato entro tali percorsi.



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COMMENTI
21/01/2015 - Il bis di Cittadinanza e Costituzione? (Franco Labella)

Non voglio entrare nel merito delle tesi esposte da Gargantini nel suo intervento ma voglio fare un'osservazione di carattere generale. Gargantini scrive: "Non sarà una materia in più, però sarà "obbligatoria"" ( e non si capisce molto il senso del virgolettato di obbligatoria, se di consenso o di dissenso per la obbligatorietà vera o presunta). Gargantini, che leggo nelle note biografiche è stato anche insegnante, non credo possa ignorare la struttura attuale dei nostri curricola che prevedono sempre una valutazione per le discipline insegnate. Abbiamo finora un'unica eccezione: esisterebbe (la legge l'ha prevista ma il condizionale è d'obbligo) una disciplina obbligatoria denominata Cittadinanza e Costituzione che non viene valutata (basta leggere le pagelle ma a suo tempo persino un editorialista del calibro di Galli della Loggia ci cascò e scrisse una intera paginata sul Corriere basata sul presupposto della sua valutazione ed esistenza) e non ha un monte ore determinato. In buona sostanza non esiste de facto e basta fare una piccola indagine personale fra parenti e amici per assodarne l'inesistenza nelle scuole italiane. Deduco da quello che scrive l'autore ed anche dalle dichiarazioni del sottosgretario all'Ambiente intervistato dai giornali che per l'educazione ambientale ci si avvia a fare il bis. Insomma ci sono tutti i presupposti per una analoga operazione propagandistica e priva di effetti reali in perfetto stile Gelmini. Sono le larghe intese, bellezza..