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SCUOLA/ Sceglierla bene? Ci aiuta la "regola" di Bernanos

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Ma orientare e orientarsi è sempre scegliere. Il liceo classico o l'istituto tecnico industriale, lo psicopedagogico o il percorso professionale alberghiero sono tanto più risposta alla promessa quanto più permettono al ragazzo di misurarsi su qualcosa di concreto, e ai suoi genitori di accompagnarlo in questo suo sperimentarsi. Eventuali propensioni (anche embrionali) al lavoro possono nascondere una promessa, e contemporaneamente essere occasioni perché un ragazzo possa scoprire nel tempo se vuole provare a cercare lavoro a vent'anni o se invece proseguire gli studi.

In altri termini, il fatto di essere una scuola di serie A o di serie B non dipende dall'indirizzo degli studi, ma dalla sua capacità di offrire un percorso chiaro (eh sì, anche specifico), di saper valorizzare il desiderio e l'impegno del ragazzo a immaginarsi adulto, di rendere ricca e piena di ragioni ogni scelta (di lavoro o di ulteriori studi).

"Le cose mi son parse semplici, così, all'improvviso…" — Io non sono un orientatore. Sono un docente. Ai genitori che mi chiedono indicazioni per la scelta della scuola superiore io non ho un approccio tecnico da dare. Non ho l'algoritmo che permette, inseriti i parametri fondamentali, di indicare nome e indirizzo della scuola adatta. 

Sono anche un genitore. I docenti e le scuole che hanno aiutato di più noi e i nostri figli sono stati quelli che hanno cercato di spiegare con chiarezza (mostrando, questa chiarezza, di averla) che tipo di percorso avevano in mente, quali appuntamenti e occasioni formative avevano progettato e sperimentato, che hanno esplicitato e reso evidente una disponibilità ad accompagnarci nella verifica, che hanno fatto intravvedere un lavoro unitario con i loro colleghi.

Alla fine, le cose sono semplici: la scelta della scuola superiore è un'occasione per i ragazzi per cominciare a porsi la questione su che cosa sembra loro iniziare a compiere una promessa; un'occasione per i genitori per accompagnare i figli, nei successi e negli insuccessi, concretamente, nel tempo, senza ansie prestazionali o di prestigio sociale; un'occasione per le scuole per offrire percorsi chiari, scelte concretamente finalizzate a qualcosa, collaborazione e condivisione con i genitori nel lavoro di accompagnamento e di verifica.

Un'occasione rischiosa, ma in fondo "benedetta".



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