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SCUOLA/ Consigli per non "tradire" il desiderio di un giovane

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Ed è a questo punto che l'intervento degli adulti, genitori e docenti, diviene nuovamente importante, in quanto tocca a loro prendere sul serio il desiderio del ragazzo e, affinché si converta da sogno in ideale, dare le indicazioni perché si traduca in lavoro. L'informazione sugli indirizzi specifici dei tre rami degli studi superiori (liceo, istituto tecnico, formazione professionale) di necessità deve essere fornita dagli adulti, così come è importante che docenti e genitori sostengano la sua libertà, spesso ancora fragile, nell'impegno quotidiano dello studio in modo da non rimandare esclusivamente al futuro la propria responsabilità nella formazione, tentazione frequente nel giovane, più proiettato al domani che a prendere sul serio l'inevitabile fatica dell'apprendimento nel presente. Spetta poi ancora ai genitori, una volta individuato l'indirizzo preciso di studi, informarsi circa l'offerta del territorio per non lasciare alla casualità l'educazione dei propri figli negli anni più delicati per la formazione delle categorie culturali attraverso cui leggere e interpretare la vita nella sua interezza, per lo sviluppo dello spirito critico e per l'incontro con un significato, elementi necessari per affrontare da uomini liberi e ragionevoli l'esistenza.

Mi si obietterà che un percorso orientativo così lineare è raro, perché spesso le condizioni sopra esposte non si sono realizzate e il processo educativo è stato faticoso o accidentato. Ogni anno effettivamente mi si presentano casi di questo tipo, in cui desideri degli studenti, pareri dei docenti e aspettative dei genitori sono in conflitto. Ebbene è questa l'occasione, forse l'ultima nel triennio della scuola media, per incontrarsi nuovamente, per imparare a disporsi in ascolto innanzitutto di ciò che realmente il ragazzo desidera, di ciò che vuole affermare ultimamente di sé esprimendo di voler frequentare una scuola che magari gli adulti giudicano del tutto inadeguata a lui. Perché i ragazzi, anche quando mentono o esagerano, stanno dicendo qualcosa di vero di sé che va scoperto, portato a galla e giudicato insieme a loro. 

Occorre poi che i genitori imparino ad ascoltare i docenti, che conoscono il ragazzo dal punto di vista dell'apprendimento scolastico meglio di loro e con cui spesso a questa età i ragazzi si confidano più liberamente. E viceversa occorre che i docenti imparino ad ascoltare i genitori, affinché emergano aspetti che non possono essere osservati a scuola, quali interessi particolari sviluppati in ambiti extra-scolastici, modalità di rapportarsi alla realtà che solo l'occhio attento di una madre può cogliere nel figlio, difficoltà che solo con i genitori un figlio si sente libero di dimostrare, mentre cela a scuola per timore del confronto tra pari. 



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