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SCUOLA/ Prof e genitori, serve un dialogo oltre gli "schemi"

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I percorsi di orientamento messi in atto dalla scuola primaria sono spesso molto utili per aiutare i ragazzi e le loro famiglie a scegliere in modo consapevole. Vi sono però alcune criticità.

Quali?
Riguardano a mio avviso da una parte il fatto di anticipare sempre di più il momento della scelta (si inizia a parlare di orientamento già nel corso del secondo anno della scuola secondaria di primo grado), e dall'altro il  timore di insegnanti e genitori di esporre i ragazzi a scelte troppo onerose per quanto riguarda i licei o, al contrario, il  ritenere scelte di minore valore quelle legate a percorsi professionali. 

Si spieghi.
Ogni ragazzo ha in sé un dono di intelligenza e sensibilità che bisogna sapere intercettare, senza paura né false ambizioni. Il dialogo tra insegnanti e genitori è pertanto decisivo perché può aiutare a cogliere la peculiarità di ciascun ragazzo nella sua possibilità di sviluppo. Il momento della scelta della scuola superiore può diventare l'inizio di una relazione adulta tra genitori e figli, un'occasione di consapevolezza profonda del modo con cui si guarda ai propri figli, del tipo di aspettativa o, meglio, di attesa reale che si ha sulla loro persona. Alla scuola in fondo si può chiedere solo ciò che si vive personalmente come tensione e passione educativa.

E gli open day servono? Non c'è il rischio di trovarsi di fronte a "vetrine ingannevoli"?
Gli open day sono uno strumento utile per capire la qualità di una scuola perché avviano sempre e comunque in chi opera e vive nella scuola una riflessione critica sul percorso che al suo interno viene proposto. Quanto più una scuola è viva, tanto più saprà proporre in termini semplici ed essenziali — e quindi non ingannevoli — ciò che quotidianamente avviene al suo interno, sia termini epistemologici sia attraverso esemplificazioni didattiche. Incontrando docenti e studenti nel corso degli open day si può facilmente avvertire il tipo di implicazione personale e di crescita umana e culturale, ultimamente un'esperienza di libertà e di soddisfazione, che sta avvenendo nelle persone. 

Insomma, il momento della scelta è davvero impegnativo… Qual è a suo giudizio il fattore più determinante per viverlo in modo adeguato? 
Occorre una lealtà estrema sia da parte dei ragazzi che da parte dei genitori nel prendere in considerazione con equilibrio i diversi fattori da tener presente per giungere a una scelta appropriata, sempre nell'ottica di un amorevole rispetto della persona e della responsabilità che a ciascuno chiede la scoperta delle proprie attitudini e inclinazioni. I ragazzi vanno ascoltati, profondamente. E sostenuti. Si può e si deve chiedere loro di essere veri con se stessi e lo si può fare solo se lo si è!



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COMMENTI
24/01/2015 - prof e genitori serve dialogo oltre agli schemi (maria appiani)

Articolo completamente condivisibile ma c'è un problema che riguarda soprattutto le scuole superiori. Siamo sicuri che ci sia la scuola nella quale i figli possano vivere i loro anni di formazione con impegno, interesse, serietà nel rispetto della persona oltre che dei programmi? Constato che la situazione delle scuole superiori sia drammatica: ci sono scuole che ancora oggi puntano al nozionismo oppure scuole "nelle mani" di ciurme di ragazzotti che vivacchiano facendo il minore sforzo possibile. Non sono tutte così, è vero, ma se l'offerta formativa si limita a tre scuole come si può pensare di fare una scelta in base alle attitudini dei ragazzi? La scelta viene fatta per cercare il meno peggio a volte selezionando le scuole semplicemente per la serietà piuttosto che pensando alle attitudini dei ragazzi. Purtroppo anche l'ambiente ha un peso determinante perché incide sulle amicizie, relazioni, atteggiamenti e motivazione dei ragazzi.